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Cogito ergo sum …liber!



Nella memoria collettiva, nella verità narrativa, nel dramma personale e nella gioia comunitaria… il pensiero dell'uomo è alla base della sua libertà. Questo è il blog di Marco Caporicci ;)

Haijin

Il mio umore: Contento emoticon Contento & Sorpreso emoticon Sorpreso

Haiku in giapponese

Haiku, scritto in giapponese

Ho aggiunto una pagina a questo blog, che spero sappia fiorire d’ispirazione attraverso il mio pensare, meditare, poetare e raccontare.
In questa pagina raccoglierò degli haiku che sto pian piano dilettandomi a scrivere e che potranno essere commentati da voi, qualora lo riteniate opportuno.

Buona lettura e state sempre aggiornati… non si sa mai che ritorni anche a scrivere post!

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  • Perché

    Il mio umore: Melanconico emoticon Melanconico

    Perché...

    Perché...

    Piango.
    Interiormente.
    Le lacrime come eco risuonano
    e questo riempie il buio in me,
    inabile nell’assaporare
    nuova luce.
    Esteriore.
    Che entra e scuote,
    libera e giustifica,
    sana e benedice.
    Nell’intimo.
    Balsamo dell’anima e profumo del pensiero,
    trincea di salvezza questo sguardo
    che mi rivolgi.
    Sincera.
    L’espressione di chi gioisce dell’insieme
    e con innocente malizia ti invita
    in un dolce ballo.
    Corpo a corpo.
    È il nostro muoverci.
    Le labbra che vogliono e le mani che plasmano
    lo spazio tra di noi.
    Vuoto.
    Perché pieno dei limiti e dell’impossibile,
    della voglia di te che ancora
    non sai di essere.
    Tu, mia.
    Se è nel possesso il mio desiderio,
    se è giusto l’averti o avaro il lasciarti.
    Libera.
    E liberi sono i miei occhi
    di osservarti, ancora,
    mentre si offusca al pianto
    la tua vista.
    Sfocata.
    Di un desiderio di libertà
    e di amore
    a me finora negato.
    Perché?

    Marco Caporicci

    Avrai la tua vita

    Il mio umore: Melanconico emoticon Melanconico

    A te, perché tu sai chi sei

    Avrai la tua vita,
    che già tanto ti attende
    pronta a donarti
    i sorrisi più belli,
    la tranquillità che mai provasti appieno,
    la fermezza di uno sguardo
    a te solo rivolto.

    Avrai la tua vita,
    mai doma nello starti accanto,
    silenziosa presenza che
    una tarda epifania rivelò,
    non certo inattesa e
    di flebile risolutezza,
    quando ormai il meriggio
    lasciava stanco
    il suo corso del giorno
    e le prime lacrime comparivano
    a illuminare di pianto
    la notte in riva al mare.

    Avrai la tua vita,
    che io forse ti ho tolto,
    ingenuamente colpevole
    in un mondo certo non mio
    nel quale io e te
    ci siamo legati,
    siamo stati illusi,
    sedotti e provati,
    assecondati e feriti,
    invitati eppur mai accolti a festa.

    Avrai la tua vita,
    lontano dalla mia,
    benché tu in me
    e io in te
    saremo riflessi,
    ormai comparse che
    attendono il palco,
    in quest’ultima rappresentazione
    che altri non presenta in locandina
    se non noi.

    Stiamo CARMI

    Nel senso plurare di Carme, composizione poetica!
    Mettiamoci dunque in piena disposizione d’ascolto, confondendo emozioni e nostalgie, ricordi e sensazioni, dolori e passioni e lasciatemi introdurre un carme di Catullo, serendipitamente ritrovato, realmente molto suggestivo.

    Amore e cupido sorridono insieme

    Inserisco sia la versione latina che, a seguito, la traduzione. Buona sognante lettura.

    “Vivamus mea Lesbia,atque amemus,
    Rumoresque senum severiorum
    Omnes unius aestimemus assis.
    Soles occidere et redire possunt;
    Nobis cum semel occidit brevis lux,
    Nox est perpetua una dormienda.

    Da mi basia mille, deide centum,
    Dein mille altera, dein seconda centum,
    Deinde usque altera mille, deinde centum.
    Dein, cum milia multa fecerimus,
    Conturbabimus illa, ne sciamus,
    Aut ne quis malus invidere possit,
    Cum tantum sciat esse basiorum.”


    “Dobbiamo mia Lesbia vivere, amare,
    le proteste dei vecchi tanto austeri
    tutte, dobbiamo valutarle nulla.
    Il sole può calare e ritornare,
    per noi quando la breve luce cade
    resta una eterna notte da dormire.

    Baciami mille volte e ancora cento
    poi nuovamente mille e ancora cento,
    e dopo ancora mille e ancora cento,
    e poi confonderemo le migliaia
    tutte insieme per non saperle mai,
    perché nessun maligno porti male
    sapendo quanti sono i nostri baci”.

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    I miei cinguettii

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