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	<title>Cogito ergo sum ...liber! &#187; disoccupazione</title>
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		<title>&#8230;e guardo il mondo da un oblò!</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 00:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ma spero di non annoiare &#8211; né di annoiarmi &#8211; scrivendo questo mio post! Torno a scrivere sul blog dopo moooolto tempo e mi sento un po&#8217; come descritto da questa canzone di Gianni Togni. A guardare il mondo da un oblò. Una frase che avviene non a caso, incastonandosi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Ma spero di non annoiare &#8211; né di annoiarmi &#8211; scrivendo questo mio post!</p>
<p>Torno a scrivere sul blog dopo moooolto tempo e mi sento un po&#8217; come descritto da questa canzone di Gianni Togni.<br />
A guardare il mondo da un oblò.<br />
Una frase che avviene non a caso, incastonandosi così in un periodo non granché gioioso, sicuramente introspettivo, ma che non trova molti sbocchi futuri immediati e di facile risoluzione. Che pone, poi, una duplice visione: dal di dentro e al di fuori dell&#8217;oblò. </p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=SI-6s2DG-KE">http://www.youtube.com/watch?v=SI-6s2DG-KE</a></p>
<p>Come sono io, che sono dalla parte concava dell&#8217;oblò?<br />
Chiuso dentro lo scafo, senza sapere che tragitto questo stia seguendo o a quale profondità del mare sia posizionato. In balia delle correnti marine e, forse colpevolmente, senza opporre neppure troppa resistenza.<br />
I tanti punti di partenza a cui la vita m&#8217;ha ricondotto &#8211; dimensione lavorativa, affettiva, casalinga coatta, salute incerta &#8211; m&#8217;hanno disorientato e ho perso il comando del timone e il controllo della bussola per orientarmi.<br />
Ecco, sono disorientato. E affetto dal sempre più violento virus del precariato esistenziale.<br />
Ma lotto, perché non compaia <em>una vena di tristezza in fondo all&#8217;anima</em>, anzi: perché possa sempre sorridere a tutto, avversità comprese.  E non so a chi sarà affidato il compito di traghettarmi verso lidi più calmi e tranquilli, dove possa trovare un po&#8217; di serenità e progettualità futura.</p>
<p>Com&#8217;è invece il mondo al di là dell&#8217;oblò?<br />
Idiota, mi verrebbe da rispondere senza indugiare troppo nel pessimismo cosmico. Almeno nella sua specificità italiana.<br />
Idiota perché nulla concorre, di quanto viene fatto, al bene di chi è cittadino di questo paese. Nulla.<br />
Nulla fanno i politici, se non parlare del vuoto assoluto in termini di giustizia e di <em>welfare state</em>. Bel termine quest&#8217;ultimo, lo riempissero solo di contenuto anziché di propaganda elettorale non sarebbe male.<br />
Poi c&#8217;è il ciarpame televisivo imperante, saggi telepredicatori stipendiati per vestirsi all&#8217;ultima moda e dire cose che neppure la loro madre vorrebbe sentire.<br />
Poi ci sono le ridicole discussioni su alcuni temi scottanti. Un esempio tra tutti: il crocifisso nei luoghi pubblici.<br />
Apriamo una piccola parentesi a riguardo.</p>
<p>Non ho problemi al fatto che venga tolto il crocifisso dalle aule.<br />
Non certo per una questione di dubbia laicità, né per una questione di rispetto delle altre religioni. Solo che così lo vedo inutile, ancor più un <em>povero Cristo</em> di quanto già lo sia per sua scelta, molto tempo addietro.  Inutile perché reso inutile da persone che non lo testimoniano, neppure minimamente; non lo pregano, neppure per sbaglio; non lo cercano, neppure in sciagura; lo maledicono per un nonnulla e così via.<br />
Inutile perché sembra, attenzione: sembra, vano il suo sacrificio di 2000 anni fa.<br />
Mi verrebbe da dire: testimoniamo con la nostra vita la croce e le persone la vedranno in noi, come viva e non appesa tristemente al muro e abbandonata al pari dell&#8217;edilizia pubblica.<br />
Ora però viene il bello!</p>
<p><strong>La croce non permette ai più piccoli di scegliere la priopria fede</strong><br />
Idiozia prima: la croce c&#8217;è sempre stata e l&#8217;Italia è una delle nazioni con meno vocazioni al mondo. Anzi, sembra siano in aumento, soprattutto nella dimensione capitolina, altre religioni. Segno che questo legame è puramente inventato o, se presente, è a discapito della fede stessa.</p>
<p><strong>La UE ha emesso questa sentenza perché non viene citata l&#8217;inpronta cristiana nella costituzione europea</strong><br />
Vero, ma questo qui è un errore oltre che macroscopico anche molto idealistico e che dà il senso dell&#8217;ignoranza ormai diffusa.<br />
Aprite un qualsiasi manuale di storia medievale e moderna, ve ne prego. Nel bene (molto, ma che poco si legge e si fa notare) e nel male (al contrario, giustamente visibile) il Cristianesimo &#8211; e/o Cattolicesimo &#8211; è sempre stato al centro di ogni cosa. Forse pure troppo, ma tant&#8217;è che negarlo dalla costituzione UE vuol significare essere <strong>profondamente ignoranti</strong> della storia. </p>
<p><strong>Il crocifisso è un simbolo di violenza, di sangue e di repressione</strong><br />
Qui, mi perdonerete, rido.<br />
Tra le tante cose che si possono dire, si sono scelte le tre espressioni all&#8217;opposto del vero senso della Croce, con la C maiuscola.<br />
Riprendiamo i manuali di storia e andiamo a vedere quali sono state le vere potenze che hanno marchiato a ferro e fuoco la storia. E pensiamo, per assurdo, di agire di conseguenza.<br />
Partiamo dai romani, ad esempio. Vi prego, distruggete seduta stante il colosseo perché non nascano bambini impauriti dalle violenze che venivano perpetrate lì dentro. Eliminate gli archi, simbolo dell&#8217;umiliazione pubblica degli sconfitti!<br />
Si aboliscano le nazioni barbare e celtiche, perché loro stupravano prima, durante e dopo le conquiste territoriali!<br />
Non si parli più della rivoluzione francese, per carità! Vogliamo mettere il sangue, la violenza e la repressione di una ghigliottina? O nel civilissimo XX secolo, le guerre che hanno sterminato un quinto della popolazione mondiale? Mettiamo gli USA dalla parte del vincitore? Ma come? E la bomba atomica?</p>
<p>Non sto facendo di tutt&#8217;erba un fascio. Solo dicendo che siamo critici e intransigenti solo quando fa comodo.<br />
Non prendetevela con la Chiesa, prendetevela intanto con uno Stato che fa ridere.<br />
E se qualcuno ha ancora la forza di dire che la Chiesa predica bene e razzola male, se la prendesse con chi, nel proprio orizzonte di vita, è incoerente rispetto a quanto egli stesso crede e spera. </p>
<p>Non ho forze e idee per continuare questo post, l&#8217;avrete capito.<br />
Una delle poche cose positive di quest&#8217;ultimo periodo è il fatto che ho rinnovato graficamente l&#8217;home page del <a href="http://www.amadeus.roma.it" target="_blank">mio sito</a>. </p>
<p>Buona visione e buona lettura di questo blog, confidando in post migliori e più leggeri!</p>
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		<title>Futuro precario</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 15:31:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se si potesse riformare la nostra grammatica e riformulare le coniugazioni dei verbi, proporrei di introdurre questo tipo di futuro, il futuro precario. Basterebbe poco a pronunciarlo e anzi, i primi sostenitori e promotori di questo nuovo modus parlandi potrebbero essere coloro i quali si trovano nella mia situazione. Mi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Se si potesse riformare la nostra grammatica e riformulare le coniugazioni dei verbi, proporrei di introdurre questo tipo di futuro, il <strong>futuro precario</strong>.<br />
Basterebbe poco a pronunciarlo e anzi, i primi sostenitori e promotori di questo nuovo <em>modus parlandi</em> potrebbero essere coloro i quali si trovano nella mia situazione.</p>
<p>Mi trasferisco a qualche anno fa quando, nel lontano 1998 iniziavo a costruire la mia fortuna universitaria barcamenandomi tra il piano degli studi e le classi di concorso. Poter insegnare le materie per le quali da lì a poco mi sarei laureato era un bel sogno da perseguire e la possibilità di poter aggiungere ad esse la lingua italiana nonché quella latina (allora si poteva) furono per me un incentivo concreto.<br />
Invece no.<br />
I primi sogni conobbero l&#8217;asprezza della realtà e il <em>millennium bug</em> colpì anche il ministero della pubblica istruzione per cui il mio corso di laurea non fu più considerato abilitante e non potevo, ahimè, insegnare più materie di quanto avevano previsto. Pazienza, un primo addio alla lingua dei padri e a quella dei nonni e via, in vista della laurea e di ciò che sarebbe arrivato dopo.. cosa? boh&#8230;<br />
Anni dopo, passato l&#8217;ardore informatico (utilissimo invero) che mi condusse a rallentare un po&#8217; la corsa, mi laureai alla splendida età di 24 anni &#8211; il quarto di secolo alle porte- e giovine carne da macello tentai, con un po&#8217; di studio estivo, di tentare la sorte verso un quadro didattico più ad ampio respiro: dottorato o specializzazione per l&#8217;insegnamento.<br />
Quel misto di fortuna e di bravura mi condusse, ringraziando i raccomandati all&#8217;università, a poter entrare nella ssis &#8211; la stessa che ora si è chiusa &#8211; attraverso un discreto esame d&#8217;ammissione e a iniziare a frequentare, in cattività, tre lunghi anni. Certo, fare la ssis voleva significare fare ciò che avevo appena affrontato all&#8217;università: corsi di psicologia dello sviluppo, di sociologia, di pedagogia, di didattica&#8230; speravo quindi di poter saltare a pié pari un anno almeno.<br />
Invece no.<br />
E via col replay di molti esami fatti, di molti professori conosciuti e che avrei voluto sinceramente evitare. Così non avvenne, e fu sera e fu mattina. Tre anni passarono, molti amici-colleghi incontrati, belle esperienze di tirocinio, pessime lezioni di formazione. Eppure il futuro precario, quello per cui tu dici: bene, dopo 4 (che divennero 6 ma poco importa) + 2 + 1 (tre anni corrispondono a due abilitazioni)&#8230; cioè dopo 7 anni di studio avrò diritto al lavoro, all&#8217;inserimento diretto in graduatoria&#8230;<br />
Invece no.<br />
Per il mio ciclo ssis le porte della graduatoria non si aprirono, e furono contestazioni, incontri in collettivo, manifestazioni. Cambierà qualcosa, gridavamo!<br />
Invece no.<br />
Le graduatorie si aprirono l&#8217;anno successivo e fu subito bolgia. Intanto si iniziò a lavorare in una scuola privata, sottopagati e con sforzi di orario incredibili. Si iniziarono a sentire agli esami cose inenarrabili &#8211; dal libro di Socrate al fratello gemello dell&#8217;Emilio di Rousseau e così via &#8211; nonché ad aspettare compensi di lavori svolti che allora speravamo potessero arrivare subito.<br />
Invece no.<br />
I soldi non sono arrivati tuttora e non so se arriveranno. In graduatoria ci sono entrato e per fortuna l&#8217;anno scorso ho iniziato ad insegnare alla scuola pubblica. Da dicembre&#8230; ma ho iniziato. Continuerò, ne sono sicuro!<br />
Invece no.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.posenato.it/images/Cattedra%200140.jpg" rel="lightbox[299]"><img title="Cattedra" src="http://www.posenato.it/images/Cattedra%200140.jpg" alt="Lo dico da sempre: le cattedre si trovano da IKEA" width="300" /></a><p class="wp-caption-text">Lo dico da sempre: le cattedre si trovano da IKEA</p></div>
<p>Non ci sono convocazioni, cattedre disponibili, spezzoni varii. Ci sono solo i tagli, arroganti, pretenziosi e ignobili, per il corpo docente, per ristabilire gli equilibri di cassa di governi che non sanno distribuire equamente le risorse a quei settori che più dovrebbero esserne beneficiari.<br />
Sentivo oggi un&#8217;intervista al primo ministro danese: loro puntano sull&#8217;istruzione sopra ogni altra cosa, perché sanno che da lì tutto comincia. Sarà anche per noi uguale?<br />
Invece no.<br />
Da noi non è così, da noi si donano soldi alla difesa, ai benefici elitari delle masse, alla conservazione dei privilegi clientelari delle lobbies. Da noi non è così.</p>
<p>Mi avvio alla conclusione citando un&#8217;avvenimento successo l&#8217;anno scorso, in un quarto liceo.<br />
&#8220;Prof, ma lei ci sarà l&#8217;anno prossimo?&#8221;<br />
&#8220;No, mi spiace.. è quasi impossibile che ritorni qui&#8221;<br />
&#8220;Ah e come mai?&#8221;<br />
[<em>segue spiegazione tra classi di concorso, graduatorie, chiamate, immissioni in ruolo e così via</em>]<br />
&#8220;Capito&#8230; e quando avrà una cattedra?&#8221;<br />
&#8220;Se le cose stanno così (notare il futuro precario), penso tra 5, 6 anni&#8221;<br />
&#8220;Insomma quando non avrà più l&#8217;entusiasmo di ora&#8221;<br />
&#8220;&#8230;&#8221;</p>
<p>Così dopo anni di studio e di speranze, di entusiasmo mai scemato &#8211; spero confermeranno i miei ex alunni che leggono questo blog &#8211; mi trovo qui, a declamare versi in un futuro precario.<br />
Al momento la rima non c&#8217;è e se mai ci sarà sarà veramente da preoccuparsi.</p>
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