Nella memoria collettiva, nella verità narrativa, nel dramma personale e nella gioia comunitaria… il pensiero dell'uomo è alla base della sua libertà. Questo è il blog di Marco Caporicci ;)
giu 30 2008
…e si accomodino pure.
Perché?
Beh, se questa è la domanda e, quindi, non vi siete proprio accorti di nulla c’è qualcosa che non va!
Sono buono però e vi aiuto… non avete per caso visto come la grafica del mio blog si sia leggermente rinnovata? Come siano comparse delle pagine? Delle Categorie? Financo (và che termini….) il mio bel faccione brindante che troneggia nonché nuovi spazi laterali dove potete meglio farvi i fatti miei e quelli del blog?
Ebbene sì, per festeggiare i miei 12.000 contatti (leggete il contatore, grazie) vi ho preparato questa sorpresina, sperando che a voi piaccia come piaccia a me!
“…oddio, a me non entusiasma molto questa grafica. Torni indietro a quella vecchia?”
“A dire il vero non ci penso proprio; ti faccio prima una domanda: di chi è il blog?”
“Beh, è tuo”
“Giusto. Ho detto che a me piace, no?”
“Eh, così hai detto”
“Ottimo. Ora smettila di farmi perdere tempo”
“…”
Beh, non sono così arrogante ma è per farvi capire che ci ho lavorato sopra e tutto sommato penso sia uscita una bella cosetta.
Insomma? Vi piace? Confermate anche voi la mia rinnovante scelta?
Concludo dicendo che tutti i post del mio blog vecchio (presente e perdurante qui e pure qui) sono stati importati, perdendosi solo qualche link esterno a video o altro. Se quindi capitate in uno di questi post, abbiate la cura di segnarmelo via mail e, poco per volta, ripristino tutto.
Detto ciò vi saluto, torno a bere l’acqua che sto disidratandomi per il sudore e per la scottatura presa, e forza Spagna… gran bella squadretta, vè?
giu 22 2008
Voi altri che leggete (ah, lo leggete?) questo blog avrete sicuramente visto nella vostra infanzia – e non – i cartoni animati giapponesi.
No, non parlo dei pokemon.

Parlo di cartoni animati di classe, quelli che hanno fatto la storia della tv dei più piccoli, la JuniorTV che c’era un tempo e che tutti noi vedevamo, ritmi di scuola permettendo.
Ebbene, chiunque di voi si sarà applicato nell’ars videndi si sarà accorto che qualcosa non andava, non era proprio così che avveniva nella realtà, diciamo.
Dal banale campo a tutto Mondo di Holly e Benji ai raggi fotonici di Ufo robot & co. (raggi fotonici? Cos’erano torce che illuminavano?).
Ecco qui, in una piacevole e ricca analisi fisica, le più grandi leggi che regolano il mondo dei cartoni animati: buona lettura!
Via | = Mr Red = aka Enrico
giu 18 2008
Esame di stato 2007/2008: Prima prova.
Inizia male questa mia nomina, sbalzato come sono diventato da una scuola a un’altra, pur essendo sempre la medesima commissione.
Dai tre, e ripeto 3, Kilometri che mi separavano da casetta, agli almeno 10 dell’attuale scuola, la Vincenzo Arangio Ruiz appunto.
Scuola debbo dire semplice e molto tranquilla, a due passi dal laghetto dell’EUR e circondata da pini e una discreta vegetazione. La classe è interamente composta da ragazze, 15 in tutto. Sembrano brave e sveglie, speriamo nell’orale. Le loro tesine vertono su alcune tematiche anche interessante sulle quali è possibile – speriamo che sia fattibile pure – un sano e intelligente confronto.
Colleghi in gamba e simpatici, una presidente di commissione precisa seppur un po’ imbranata col pc, globalmente la mia valutazione è positiva e posso quindi ritenermi soddisfatto.
Solo due cose per concludere: la prima, che mi ha colpito molto, è nel vedere due ragazze già madri; una di esse col figlio già grande – “eh, l’ha fatto in terzo” mi diceva un collega – e la seconda in cinta almeno al quinto mese. Qualcosa, permettetemi, non va. Stiamo fuori da ogni criterio di educazione sessuale, per non dire educazione alla responsabilità e un vivere morale, che pare brutto parlarne.
La seconda cosa, diversa per tenore, è un commento sui temi che mi sembrano essere buoni pur con rischi evidenti: laddove si parla del lavoro o della visione dello straniero nell’arte si rischia il luogo comune e laddove viene chiesto di parlare di scienza non ne viene data una possibile definizione rischiando così che i candidati parlino di tutto tranne del che cos’è la scienza, concetto chiave e propedeutico per qualsiasi analisi.
Banalissimo, per altro, il tema di attualità. Poteva essere posto diversamente e allora sì che assumeva sostanza e corpo diverso.
Buona seconda prova per domani
PS
Vincenzo Arangio Ruiz chi ca**o è?
Wikipedia dice questo, per la cronaca!
giu 18 2008
Gira che ti rigira, la ruota delle nomine e degli incarichi per questo Esame di Stato ha trovato requie a mio favore.
Sono stato infatti nominato come commissario esterno in un liceo linguistico di Roma, per la classe di concorso A037, altresì denominata Filosofia e Storia.
Terza maturità al mio attivo, quarta se includiamo quella in cui ero dall’altra parte dei banchi, mi trovo per la prima volta al di fuori della matrigna protezione della scuola parificata in cui ho prestato finora servizio. Si parrà la mia nobilitate affermerebbe qualcuno, a cui è difficile dargli torto. certo è che giungo a questa chiamata – chiamata da me auspicata – un po’ stanco e stressato da un anno bello ma intenso, che mi ha visto insegnare su più fronti (tre: elementare, liceo e ITAS) per molte ore e di fronte a moltissimi studenti.
Ora mi trovo in una classe di emeriti sconosciuti, con colleghi sconosciuti, in un contesto sociale sconosciuto anch’esso a dimostrare e vantare competenze che spero non siano sconosciute anch’esse!

Certo, l’Esame di Stato è affascinante, sin dal suo vecchio titolo: maturità. Maturità è un termine che vuol dire talmente tante cose che poi si tende a semplificare e a stereotipare una sorta di studente-fantoccio su cui riversare tanti problemi sociali o incapacità nostre di lettura del reale.
Sicuramente lo scarto generazionale che separa me, sull’orlo dei 29, da loro, sull’orlo dei 19, è molto forte. Sono cambiati tempi, mode e linguaggi; capacità di sintesi e rielaborazione dei dati; possibilità di relazioni sociali e trasformazioni dell’intimità di carattere epocale; stati d’animo differenti nell’affrontare una sconfitta o un incitamento.
Noi professori ci troviamo di fronte dei ragazzi un po’ spaesati col mondo che li circonda o meglio, che vi ci sentono talmente tanto dentro da risultarne invece più fuori di quanto immaginano. Padroni della loro vita, in un delirio di onnipotenza, ma quanto più influenzati dal mondo a loro intorno tanto che il loro essere è se è garantito da uno status esterno. Artefici del loro destino nella misura in cui la loro intimità sia svincolata da legami morali o condizionamenti sociali.
La società ci chiede che questi soggetti (tardo) adolescenziali siano maturi e che ciò possa essere certificato con un numero. Un po’ di numeri qua, un po’ là. Uno in più, uno in meno ed ecco che l’alchimia algebrica ha dato i sui frutti.
Basta tutto questo per garantire la maturità a uno studente, a un figlio del tempo e del mondo?
Forse sì, nel gioco sociale a cui stiamo inconsapevolmente giocando. Forse no, se pensiamo che maturare è sinonimo di educare e formare: quanto ancora manca a questo fine e quanto poco si è contribuito!
Vado a dormire ché domani la sveglia è all’alba e, nomina in mano, debbo varcare la soglia del liceo fingendomi uno sveglio e autorevole professore.
Che dite, battaglia persa in partenza?
giu 14 2008
Quando si parla di musica mi invitate a nozze. La adoro e chi mi conosce sa bene quanto sia vera questa affermazione.
Certo, son selettivo e molto. Non mi piace il pop commerciale, la disco contemporanea (che music non è), non mi piacciono le boy band adolescenziali e quanto faccia strappare i capelli. Prediligo, con alcune pregevoli eccezioni – leggasi Fiorella Mannoia, i cantautori, ovvero quelli che sanno coniugare l’arte poietica, del fare musica, con l’ispirazione innata frutto del genio e del consiglio divino. Adoro la musica classica, quell’immensa capacità astratta e pura di riproduzione musicale che fuoriesce da uno spartito fitto di note. Una musica totalmente diversa e molto più complessa dei nostri quattro accordi, ma decisamente più affascinante da ascoltare.
Esiste poi un ulteriore genere musicale, quello Folk acustico. Il Folk, nella sua etimologia, è una musica che afferisce al popolo, alla tradizione cantata, alle contaminazioni linguistiche ed etniche, alla strumentazione immediata e non sofisticata. Quando questo si unisce al criterio acustico abbiamo dei capolavori. L’acustico è, per semplificare, l’unplugged, la spina staccata degli strumenti elettrici e degli amplificatori distorti. Suono puro, si potrebbe dire.
Ricapitoliamo: abbiamo una musica che parla un linguaggio semplice, non banale, e pieno di senso per l’uomo che sa ritrovare se stesso in questo codice astratto; abbiamo una strumentazione acustica, senza distorsioni o microfoni, quindi strumenti che sanno suonare da soli: una chitarra acustica, dei fiati, delle percussioni (non la batteria), un violino e lo strumento più naturale che esiste: la voce; abbiamo dei testi delicati e profondi; in più a quanto detto abbiamo un plenilunio d’estate, un parco isolato, il più possibile, dai rumori della città; abbiamo una persona da ricordare (cercate il nome Lorenzo nel Link).
Abbiamo un concerto alla luna dove i protagonisti sono gli Acustimantico, uno dei gruppi più in gamba dello scenario musicale italiano. Sono loro il soggetto implicito di quanto da me riepilogato: loro che sono in grado di creare questa sintesi e di rivolgerla al pubblico, sempre presente e silenzioso, in una sinestetica alchimia tra profumi di terra e verde, profumo di notte e di vino rosso, colore della musica e suono di insieme.
Mercoledì 18 giugno, al Parco della Caffarella si esibiranno nel loro ormai abituale Concerto alla Luna. Uno spettacolo da non perdere, bellissimo e melanconico, struggente e romantico, onirico e sensuale.
Concludo con una canzone degli Acustimantico, ovviamente, sperando che sia ben augurante per la serata e per quest’estate che verrà.
Ciao
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PS
Purtroppo non potrò essere presente e non sapete quanto mi dispiaccia e stia rosicando. Chi va è pregato di commentare e raccontare, grazie!
giu 13 2008
No, tranquilli, la birra non c’entra!
Quello di cui voglio parlarvi oggi è un software ormai ben conosciuto, che io consiglio a chiunque e installo ovunque ho la possibilità di farlo: Mozilla Firefox.
Come sapete, si tratta di un browser, ovvero di quei particolari programmi che si occupano del difficile e delicato compito di farci sfogliare internet, interpretando, leggendo e codificando ogni contenuto multimediale presente nella grande rete.
Ne sono un estimatore sin dalle sue prime versioni, ho contribuito al grande rilascio della versione 1.0 con tanto di mio nome nel paginone centrale del New York Times e con sempre maggiore intensità l’ho visto raggiungere quota 2.0 non molto tempo fa, con migliorie notevoli e una gestione ottima delle sue componenti.
Sempre per chi non lo conoscesse, ricordo che una delle sue funzioni base è quella di integrare delle addons, ovvero dei componenti aggiuntivi, per migliorare l’esperienza di navigazione. Parlo ad esempio di Adblock plus che non mi fa vedere la pubblicità sui siti internet, oppure di GMail Manager che mi consente di gestire più indirizzi GMail tutti assieme, e pensate che posso consultare le previsioni del tempo, controllare il mio player predefinito, gestire i miei contatti, i miei appuntamenti…. solo aprendo il browser, senza entrare in alcun sito prima!
Aggiungete a questo l’incapacità di questo programma di gestire le infide activeX by Micro$oft, causa della maggior parte dei virus finora presenti, nonché nella corretta visione (estetica, direi) dei siti web… per capire bene che potenza ha questo software.
Ora però bisogna fare un piccolo sforzo perché la Mozilla Foundation chiede agli utenti della rete di far giungere il proprio gioiellino nel Guinness dei Primati. Come? Cliccando tutti insieme, nello stesso giorno, per il rilascio della versione 3.0.
Il Download Day è quindi fissato per il 17 Giugno e per l’occasione, sul sito ufficiale del software, è già stata inserita una mappa con le principali adesioni.
Correte e aderite anche voi, fino a scaricare il browser martedì prossimo, 17 Giugno.
giu 10 2008
…per fare la maratona Roma – Ostia. Su cartina in scala a 1:50.000 però!
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Ebbene sì, sono reduce da una bella corsetta nel mio nuovo locus ludendi, ovvero il Parco degli Acquedotti, laddove i miei pomeriggi estivi troveranno la palestra ideale per il mio (un po’ flaccido e stressato) fisicaccio ![]()
Nonostante sia ancora vivo e inizi a sentire i dolori dei muscoli, mi sento di annotare alcune cosette, ad uso dei corridori della domenica, come sono io insomma!
Detto questo, vado a pappa.
Alla prossima corsetta
giu 9 2008
Sia ben chiaro: un campo calcistico, dove lo psiconano ne resta fuori!
Oggi l’Italia riscenderà in campo a distanza di due anni dalla vittoria, per gran parte meritata, dal Campionato del mondo scorso. La brutta figura con la Francia, nella finalissima, non cancellò comunque le splendide prestazioni dei nostri (molto discussi, in realtà) giocatori che una volta tanto si son messi a correre a giocare al calcio come sanno. Penso all’insuperabile (non si andava proprio oltre, eh) Cannavaro, a Gattuso il combattente (mai falloso), al Materazzi lingua biforcuta (e meno male…) nonché al pischelletto Fabio Grosso, grosso realmente per il mitico Gol che ha fatto durante la vera finale dei mondiali, ovvero la semifinale con la Germania, che idealmente ci riportava indietro a quell’ormai archetipo 4-3 che la mia giovane età non ha concesso di vedere.
Un post calcistico in effetti non l’avevo mai scritto.
L’ho fatto perché c’è qualcosa, in quello che vi ho raccontato, che m’ha emozionato terribilmente e che spero di poter riprovare; qualcosa che ricorso con sincero affetto e ancora con l’emozione e l’entusiasmo che mi portano ad alzare le mani in segno di vittoria; qualcosa che m’ha fatto realmente stare un palmo sopra terra per una notte di festa collettiva: il gol di Fabio Grosso nel commento televisivo di Civoli.
Ero al Circo Massimo, mai così inneggiante e festoso, tra tantissimi tifosi tutti in attesa di qualcosa che provenisse da quel campo di gioco. Tutto lì sembrava inerme però, fino al termine del secondo tempo supplementare, quando Grosso riceve da Pirlo una palla che taglia verticalmente l’area tedesca: colpo a girare (taluni diranno botta di culo) ed è GOL.
“Mio Dio”, dice Civoli, “mio Dio” ripeto io, ma in me perché fuori di me c’è un boato a cui pienamente contribuisco con il mio grido isterico ed esplosivo.
Concludo.
Lo faccio con un in bocca al lupo all’avventura calcistica di quest’Italia un po’ patchwork, tra giovani promesse e vecchi scarponi (parlo di Del Piero, esatto!), che possiate fare del vostro meglio facendoci rivivere ogni bella sensazione possibile.
Lo faccio anche con questo filmato, che altro non è che la telecronaca di Civoli della semifinale dei Campionati del Mondo di calcio 2006> proprio i tre minuti finali….
httpv://www.youtube.com/watch?v=ZYMjJCbUJss
giu 2 2008
Buon 2 giugno a tutti!
Vabbè, non che sia così patriottico da mettere bandiere o chissà che cosa, però son feste belle: ci dobbiamo tenere un po’ tutti e sempre assieme dobbiamo pure compiere una riflessione.
Nel titolo parlavo di fratellanza italica; già, siamo in grado di compiere una vera e propria fratellanza in questo paese pieno di contraddizioni e di rifiuto dello straniero?
Non siamo forse noi che da millenni abbiamo sul nostro suolo le più svariate popolazioni, noi stessi incrocio e innesti di sangue, razze e culture? Non siamo forse il paese di riferimento di un Mediterraneo che ha perso la sua coscienza storica? Non abbiamo per secoli esportato cultura, arte, musica e calore umano prima ancora che vergogna, mafia e conflitti d’interessi? Non siamo forse stati noi i primi clandestini in terre straniere?
Buon 2 giugno allora e siamo consapevoli di far parte di un paese straordinario e pieno di risorse, terra bellissima e disgraziata (come diceva Borsellino parlando della Sicilia), che chiede solo un patriottismo di umana fattura e non di un cieco contrattualismo xenofobo.
Saluto e concludo con l’inno, ovviamente, interpretato e suonato (niente cantato, per il testo rivolgetevi altrove) in chiave Jazz!
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mag 27 2008
Certo che non sanno più che inventarsi!
Prendiamocela col cibo ora, che è fonte di nutrimento…
…anche se, debbo dire…
è bellissimo!
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