Nella memoria collettiva, nella verità narrativa, nel dramma personale e nella gioia comunitaria… il pensiero dell'uomo è alla base della sua libertà. Questo è il blog di Marco Caporicci ;)
ott 26 2004
…bello ogni tanto leggere notizie di vittoria (seppur parziale, con tanti se e ma) della GAD (Grande Alleanza Democratica) in queste elezioni suppletive.
Già, si respira, seppur a piccole boccate di ossigeno, tanto basta per risollevare quel morale abbandonato a terra da tanta bassa politica del centro-destra e di Berlusconi, in primis.
Molti dubbi restano ancora, soprattutto sulla composizione partitica e ideologica di base di questa GAD, ma intanto gli italiani che hanno votato hanno fatto la loro scelta, ormai unica e necessaria: quella del male minore.
ott 24 2004
“La filosofia va studiata non per amore delle precise risposte alle domande che essa pone, poichè nessuna risposta precisa si può, di regola, conoscere per vera, ma piuttosto per amore della domande stesse; perchè queste domande allargano la nostra concezione di ciò che è possibile, arricchiscono la nostra immaginazione e intaccano l’arroganza dogmatica che preclude la mente alla riflessione; ma soprattutto perchè, grazie alla grandezza dell’universo che la filosofia contempla, anche la mente diviene grande, ed è resa capace di quella unione con l’universo che costituisce il suo massimo bene”.
B. Russel (1912)
ott 23 2004
C’è qualcuno ancora interessato al mondo?
C’è qualcuno che pensa che l’ambiente sia una risorsa primaria?
C’è qualcuno che crede in Dio?
C’è qualcuno che ama tutti gli uomini?
C’è qualcuno che ha interesse per la cosa pubblica senza trarne profitto?
C’è qualcuno che crede negli ideali e vive secondo essi?
C’è qualcuno che pensa agli altri prima di pensare a sè?
C’è qualcuno che non si ferma agli stereotipi?
C’è qualcuno che vuole conoscere meglio le persone?
C’è qualcuno innamorato della vita?
C’è qualcuno innamorato della terra?
C’è qualcuno innamorato?
C’è qualcuno che desidera senza cupidigia?
C’è qualcuno che ama senza egoismo?
C’è qualcuno così impaziente di cambiare il mondo?
C’è qualcuno così sensibile da rispettare perfino i fiori?
C’è qualcuno con gli occhi persi nel vedere il cielo?
C’è qualcuno con gli occhi irradiati dal colore delle stelle?
C’è qualcuno che nel silenzio pensa?
C’è qualcuno che fà silenzio?
C’è qualcuno che pensa?
C’è qualcuno che stringe a sè senza soffocare?
C’è qualcuno che offre senza ricevere?
C’è qualcuno che ascolta senza parlare?
C’è qualcuno che soffre con dignità?
C’è qualcuno disposto a fare un passo avanti?
C’è qualcuno?
ott 20 2004
Candido candido, un commesso al reparto norcineria mostra la sua sapienza in un marcato accento romanesco:
“Io pure ce sò stato a scola, quarcosa m’hanno imparato”
ott 18 2004
E’ molto bello, come tutti i suoi scritti, anche l’ultimo articolo dal titolo: I jeans a vita bassa delle quindicenni di Marco Lodoli, professore in un liceo di Roma.
Sempre sensibile alle tematiche riguardanti lo sviluppo e l’identità degli adolescenti, non ha mancato anche in questa occasione di dimostrare quanta responsabilità possiedere la società attuale nei confronti del soggetto in crescita.
vi invito a leggere l’articolo prima di continuare questa sommaria analisi.
Chi è che, al giorno d’oggi è così fortunato ad avere un’identità propria e ben definita? Annoso problema, invero, sebbene un 16enne dovrebbe avere in tasca già strumenti e metodo per giungere alla risoluzione di questo enigma. Metodi e strumenti, si diceva, che vengono proposti e insegnati nelle diverse agenzie educative, ognuna con metodologie differenti, per conferire al ragazzo una sempre maggiore consapevolezza di sè.
Ma che succede quando sono assenti le agenzie educative o questi messaggi vengono trasmessi da persone non adatte o per codici e linguaggi non pienamente comprensibili?
Le persone che sviluppano e crescono sono lasciate a sé, decidendo quale sia la loro morale da seguire in virtù di un’etica, sempre personale, che poco interferisce con la voglia di (presuntà) libertà propria del periodo pre-adolescenziale.
E’ il caso della ragazza protagonista dell’articolo di Marco Lodoli. Quanto mai indicativa, infatti, è la seguente frase:
“Professore, ma non ha capito che oggi solo pochissimi possono permettersi di avere una personalità? I cantanti, i calciatori, le attrici, la gente che sta in televisione, loro esistono veramente e fanno quello che vogliono, ma tutti gli altri non sono niente e non saranno mai niente. Io l’ho capito fin da quando ero piccola così. La nostra sarà una vita inutile”.
Può una vita, qualunque essa sia, essere inutile? Non parliamo spesso di protagonismo dei ragazzi nella loro vita e nella società, espresso anche nelle relazioni con i loro amici?
La personalità non è un fattore che viene a formarsi una volta per sempre, anzi, è un continuo stratificare di esperienze, di eventi, di insegnamenti e consigli. E’ un continuo lavoro che ogni persona vicina a dei ragazzi è chiamato a compiere nell’anonimato della sua vita ma nella forza della sua testimonianza.
Ogni ragazzo, infatti, ha bisogno di modelli, sia persone che idee, da seguire e portare avanti finchè un giudizio critico non le consente di valutare appieno il modello scelto per confermalo, modificarlo o eliminarlo del tutto. Ma chi porrà davanti agli occhi dei ragazzi un modello critico da condividere? Non certo professori poco preparati, nè la telespazzatura presente nella totalità delle trasmissioni che riempiono il nostro palinsesto. Neppure la predica di un sacerdote dall’ambone e nè tantomeno la corruzione avvertita da tutti (ma non, ovviamente, da loro stessi) presente nelle camere parlamentali.
La mia risposta è la vicinanza e l’esperienza. Quest’ultima intesa come unico fattore differenziale per lo sviluppo integrale della persona purchè, nell’errore, vi sia presente chi possa condurre nuovamente sulla “retta via” i ragazzi.
Solo allora, contrattata la fiducia reciproca, si possono proporre modelli critici esterni e paradigmi etici di riferimento.
Una piccola postilla:
Non tutti sono chiamati al ruolo di prossimità che intendo io. Solo chi è formato a questo, attraverso percorsi istituzionalizzati universitari e non, può tentare di percorrere questa difficile strada.
Nessun eroe serve per questo progetto, troppi ce ne sono stati e troppi ne erano di troppo.
Forza ragazzi, la TV non è un modello nè tanto meno quei babbei dei calciatori e delle showgirl.
Sarà la politica, quella vera, a fornire ideali di azione; sarà la religione a porvi avanti problemi etici e morali; sarà la famiglia a farvi avere esempi e modelli di relazione; saranno gli amici vostri a darvi la gioia di vivere e il senso della vostra vita.
Ciao ciao
ott 18 2004
…questo laboratorio d’informatica in cui vi scrivo.
Largamente contestato per lo spreco di fondi, per il fatto che i sistemi operativi (winzozz) non vengono minimamente aggiornati, che non è presente un condizionatore, etc…, questo laboratorio ha fatto da sfondo alla stesura della mia tesi, discussa in un torrido pomeriggio del Luglio scorso.
Tutto questo giusto per farvi conoscere un luogo della mia vita!
Ciaociao
ott 16 2004
La nuova costituzione è stata approvata al primo passaggio alla camera.
259 sì, 202 no. Quesi i numeri di ciò che, senza troppe enfatizzazioni, si annuncia come una piccola rivoluzione di casa Italia ma soprattutto come una grande modifica al testo costituzionale.
Ho letto sommariamente le modifiche apportate al testo e non reputo opportuno, al momento, dare un mio personale giudizio. Cosa che farò, invece, appena avrò avuto modo di capire meglio il cosa e il perchè si è stati costretti ad approvare in tutta fretta.
Vi lascio, giusto per farsi un’idea, alcuni link utili:
Per ora basta, a presto!
ott 14 2004
Il mio blog, da come si intuisce dal titolo, inneggia al cartesiano motto in cui il pensiero è garante della nostra esistenza.
Spesso, e ancor di più in questi ultimi anni, il nostro poter pensare liberamente è messo sotto stretta protezione da interventi filo-governativi che, come censure, si pongono tra l’orgine corticale dell’idea e la sua produzione orale o scritta.
Ad esempio, il giornale di (contro)informazione, Indymedia è stato soggetto ad un violento provvedimento giudiziario che ha portato a requisire gli hard-disk dei server ospitanti le pagine in questione. Il reato, sconosciuto al momento, sembrerebbe riconducibile ad un intervento o articolo di cui i responsabili Indymedia c’entrano poco.
Ancora oscura questa vicenda?
Vi riporto un parallelismo molto acuto che l’ormai ben noto Paolo Attivissimo, nel suo blog pone alla nostra attenzione. Si fonda sulla denuncia nei confronti di Pino Scaccia, noto giornalista rai, perchè un utente anonimo, nel suo blog, ha violato la privacy di un minore.
Riporta proprio il giornalista:
Non ho sottomano l’esposto ma in sostanza l’accusa e’ di aver violato i diritti di una minore. La tribu’ conosce con quanta attenzione e quanto affetto e quanta cautela io abbia sempre affrontato questo tema. Il blog e’ sempre stato pieno dei loro occhi, cercando la speranza anche in situazioni drammatiche come spesso mi capita di incontrare. Adesso devo difendermi.
Già, bisogna difendersi. Chi ha un blog può vedere e non vedere commenti e soprattutto non può essere indicato come il responsabile del pensiero di un utente, poichè è solo responsabile, oltre che dei suoi blog, di aver consentito l’esistenza di un forum di discussione. Tutto qua.
Il problema è che si vuole, probabilmente, arrivare ad altro. Quest’altro si chiama coscienza collettiva.
E’ pericolosa la coscienza collettiva, perchè è l’unica che può coinvolgere le masse e porsi come base per una rivoluzione, per quanto culturale essa sia.
Significa partecipazione comune alla storia (“La storia siamo noi, nessuna si senta escluso” F. De Gregori, La Storia, 1985), che avanza senza dubbi di natura etica, e che diventa passato condiviso in poco tempo.
Dovremmo ripassare queste lezioni di ermeneutica storica per porvi rimedio prima che esse si ritorcano contro di noi.
Hasta la memoria, siempre!
ott 14 2004
Forse è colpa della mia deformazione professionale, o dei miei tanti impegni in AC ma reputo che l’unica archè esistenziale sia da trovare nell’educazione e nelle sue tante sfaccettature.
Origine di ogni società che si voglia dire civile, di ogni uomo che si voglia dire libero, di ogni persona che si voglia dire umana.
ott 13 2004
Possibile che non riesca a muovere il culetto dalla sedia? ..essì che ce ne ho di cose da fare…
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