Nella memoria collettiva, nella verità narrativa, nel dramma personale e nella gioia comunitaria… il pensiero dell'uomo è alla base della sua libertà. Questo è il blog di Marco Caporicci ;)
gen 1 2009
Il mio umore:
Cool
Auguri, auguri e auguri!
Certo, sono solo tre questi auguri (ora sono quattro)… non riesco a scrivere, neppure col copia incolla, per arrivare a 2009.
Ma sono gli auguri (cinque) che voglio inviarvi, sperando che giungano urbi et orbi, pieni di buoni sentimenti e propositi.
Non faccio l’ipocrita, non vi dico “che vi sia l’amore ogni giorno della vostra vita”. Certo, avrei la tentazioni di dirvi che “ogni vostro desiderio possa diventare reltà” ma.. no, non lo farò!
Vi auguro piuttosto che siate più felici di come già siete ora, che sappiate essere in pace col mondo e con voi stessi, che non abbiate mai a pentirvi di qualcosa che farete e che sappiate riconoscere il dono della gratuità e della responsabilità nella vita di tutti i giorni.
Vi abbraccio, virtualmente, e ancora auguri (e sono sei)!
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dic 31 2008
Il mio umore:
Confuso &
Inca**ato
Se la finitudine e la mortalità siano condizioni esistenziali dell’uomo non penso ci sia da discuterne.
Su come dei coglioni possano incrementare esponenzialmente il limite dell’esistenza (altrui) questo sì che sarebbe da argomentare.
Spesso siamo talmente obnubilati dalle notizie, sempre uguali, delle tante stragi del sabato (ma anche del lunedì, martedì…) sera che forse ci sfugge, nel dettaglio, la gravità della cosa in sé. Ovvero di condurre una macchina (leggasi anche in chiave di potenziale arma mortale) totalmente incapaci di intendere e di volere.
Sia ben chiaro subito che non predico qui il proibizionismo o una falsa e ipocrita visione perbenista. Sono il primo che ha guidato anche avendo bevuto qualcosina ma sempre (e lo ripeto: sempre) avendo il controllo dei propri limiti e ben sapendo il carico di responsabilità che accompagnare amici volesse significare.
Qui parliamo di tre distinte cose, a mio avviso:
Tutto questo per dire cosa?
Lunedì sera stavo per perdere, in un unico incidente, due miei amici e le loro due figlie.

L'articolo di Repubblica del 30 dicembre
La colpa è di un emerito coglione (non so a quale delle tre categorie di cui sopra può far riferimento) ha ben pensato di cambiare carreggiata sulla Cristoforo Colombo, pensando (….) di essere l’unico al momento – erano le 19.30 di sera – ad attraversarla. Il cambio di carreggiata, per la cronaca, non è avvenuto lungo i ben definiti corridoi bensì approfittando dello spazio di un incrocio, incurante di precedenze, macchine che venivano, vite che si potevano consumare.
“Ho fatto una cazzata, scusa” ha sussurrato l’attentatore al finestrino rotto e allo sportello impossibilitato ad aprirsi di Fabio.
Cazzata? Ti denuncerei per tentato omicidio, coglione che non sei altro!
“Un miracolo” cita l’articolo. Un miracolo ribatto io.
Fabio se la caverà con 30 giorni di riposo (ha due costole rotte e contusioni varie), Chiara dovrà portare il collare per un po’ di tempo, la piccola Delia ha giusto un taglietto all’occhio e l’ancor più piccola Nora è rimasta totalmente illesa.
Grazie Dio per questo miracolo.
dic 29 2008
Il mio umore:
Su di giri
Non so se a voi farà lo stesso effetto, ma appena l’ho visto io ho riso a crepapelle!
Geniali, veramente!
httpv://www.youtube.com/watch?v=iC65ufGUvKM
dic 26 2008
Il mio umore:
Confuso &
Melanconico
Cosa mi porta a scrivere nuovamente sul blog, dopo tanto (veramente tanto) tempo in cui non scrivevo nulla?
Sicuramente una componente di noia, causata da queste feste poco sentite e poco vissute; aggiungerei anche la voglia di fare il punto con me stesso, con le cose che accadono dentro e fuori di me, il lavoro e le relazioni.
Sia ben chiaro: non è un nuovo capito delle confessioni bensì un post che vuole scrivere un punto ideale per circoscrivere un periodo vuoto, post-less a cui, incoraggiato dall’anno nuovo, tendo di dare una svolta ideale.

Ci assomiglio, no?
Faccio, dunque sono
Si riapre qui la classica antinomia tra fare ed essere. Ben conoscendo (e pure troppe volte rimarcando) la mia ideale posizione, che mi vede fautore di un approccio ontologico-disposizionale, certo non nascondo la mia apnea esistenziale di fronte alle cose da fare. Non eccessivamente tante, ma eccessivamente opprimenti.
Il tempo intorno agli impegni si chiude, come si chiudono gli spazi mentali di azione e riflessione su (e per) se stessi. Qualcuno chiama questo burn-out. Mi trova concorde.
Lavoro, quindi (non) insegno
Altro tasto dolente delle mie piene occupazioni. Maledetto mondo dell’istruzione italiano, con scarsa considerazione per questo lavoro e per chi vi lavora.
Ho lasciato dopo quattro anni, e con molto rammarico, il mondo della scuola elementare, in cui insegnavo informatica. Poco tempo da dedicarvi e troppi incastri con le superiori, scuola dove invece ho gettato ogni mia speranza (com’è giusto, visto che solo questa mi dà punteggio per la graduatoria).
Niente da fare, però. Le mie iniziali speranze sono sempre più diventate cruda realtà e la supplenza annuale non è venuta (e ormai penso neppure verrà).
L’unica gioia di tutta questa situazione sono state le studentesse (e qualche studente) che sto incontrando in queste scuole dove supplisco. Mi hanno e mi stanno dando molto, sono quelle che mi fanno andare avanti e mi fanno entrare (e uscire soprattutto) in classe col sorriso.
Sentio, quindi excrucior
Chi non è avulso dal pensare come noi siamo esseri-nel-mondo, sa bene quanto noi percepiamo noi stessi come entità patetiche, che hanno sentimenti e che soffrono; che sanno mettersi in gioco e sanno limitarsi; sanno osare e ponderare; sorridere e sbattere i pugni a muro.
Quanto è difficile essere esseri pensanti e, talvolta, quanta invidia verso chi ha come unica preoccupazione quella di stare con una persona, di giocare a calcetto, di uscire la sera o non so che cosa.
Posto, quindi termino
Già, non ero più abituato a scrivere così “tanto”.
Beh, concludo allora salutando chi mi legge, facendo lui (lei) i miei auguri per questo Santo Natale e questo nuovo anno alle porte e vi lascio con il brano che sto sentendo ora, mentre scrivo questo post.
Preso da YouTube, è la prima parte di tre, che spero voi riusciate a (e vogliate) sentirvi, ravanando tra i filmati related.
Ancora auguri, ancora buon ascolto e ancora bentrovati!
httpv://www.youtube.com/watch?v=ubGxLP22VCs&feature=related
dic 23 2008
Il mio umore:
Confuso &
Contento

Tanti auguri per un Santo Natale
nov 28 2008
Secondo la legge italiana, o meglio, secondo le regole economiche prodotte dalla legge italiana e di governo in governo accettate, condivise, incrementate e quant’altro, al lavoratore dipendente viene tolta dalla busta paga un 27% circa per assolvere i pagamenti di tributi (tasse). Questo al netto delle varie ritenute comunali, regionali, provinciali e così via.
Ma c’è di più. Facciamo un esempio pratico. Il mio.
Lavoro nella scuola, ma non in un’unica scuola, poiché sono precario. Lavoro in diverse scuole che, per legge e in virtù di questi contratti spezzati, hanno come opzione di default quella di non toccare la tua busta paga per calcolare detrazioni irpef, facendole così sommare. Lavoro quindi, nel corso del 2007, saltuariamente, tra almeno 4 scuole e accumulo 4 CUD diversi. Nessuno mi toglie niente dalla busta paga che, ingenuamente, considero come unico referente per il fisco: ovvero, togliete quello che vi pare, fate voi e non mi voglio interessare di nulla.
Ma non è così.
Quei soldi non detratti dalla busta paga si sono sommati e, a fronte della cifra annua guadagnata nell’anno, mi trovo a pagare il 27% di tasse, nonché 700€ di conguaglio allo stato per l’irpef non tolto dalla busta paga.
Ma non basta.
Debbo pagare pure 699€ per “anticiparmi” per l’anno prossimo. Ché se guadagno bene, me li ridanno pure. Ma se non guadagno a sufficienza debbo lasciarli allo stato. Ma, chiedo, se le varie scuole mi avessero detratto l’irpef? Facile, buste paga più leggere. Basti però pensare che, in media, la mia busta paga è stata di 600€ mensili… con l’irpef andava almeno a 530 se non ancora più bassa.
Sono senza parole, veramente.
Più uno è precario, più uno guadagna di meno e più devi pagare allo stato e, al contempo, guadagnare sempre meno.
Sussidio di disoccupazione allora.
Sì, peccato che va DICHIARATO pure quello! Cioè, io non percepisco un tot sufficiente per vivere, perché non lavoro o sono stato licenziato, così che lo stato mi sussidia con alcuni soldi e debbo pure dichiarare (=pagarci le tasse sopra) quella misera cifra?
No, qui c’è qualcosa che proprio non va.
ott 31 2008
httpv://it.youtube.com/watch?v=2W1etI_yR0w
ott 23 2008
Causa un po’ di stress – malinconia – insoddisfazione – pessimilrealismo e non so quant’altre cose, state vedendo come l’aggiornamento del blog procede molto lento e tramite immagini.
Farò lo stesso anche in questo articolo, me ne scusa ma va così.
Non è un’immagine né un video da youtube, bensì un documento pdf relativo all’intervista del nostro ex presidente della repubblica (r volutamente minuscola), nonché senatore a vita, Francesco Cossiga rilasciata in questi gg.
Mai intervista fu più grave e lo dico realmente. Buona lettura.
ott 15 2008

Le tre D della Gelmini
[...to be continued...]
ott 7 2008
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