Nella memoria collettiva, nella verità narrativa, nel dramma personale e nella gioia comunitaria… il pensiero dell'uomo è alla base della sua libertà. Questo è il blog di Marco Caporicci ;)
13 feb
Il mio umore:
Su di giri &
Giocherellone
Quanti semo che soridono co’ tutti li quaranta denti
ma pe’ svignassela e pe’ coprisse dar freddo so’ intenti
anche qui ar ponte dell’isola tiberina
che la vista der ghetto ce propina.
Saluti Cesare e giri er capo pe’ vede mejo
ed ecco er Colosseo, che manco sur fojo
poi fallo venì così bianco e così bello,
che ar cor te scatena er tremarello!
Ma non pago te vorti ancora
fino a tornar col capo dov’è ora
pel palatino, pel campidojo
Roma mia, te amo coll’orgojo!
29 gen
Il mio umore:
Contento &
Sorpreso
Ho aggiunto una pagina a questo blog, che spero sappia fiorire d’ispirazione attraverso il mio pensare, meditare, poetare e raccontare.
In questa pagina raccoglierò degli haiku che sto pian piano dilettandomi a scrivere e che potranno essere commentati da voi, qualora lo riteniate opportuno.
Buona lettura e state sempre aggiornati… non si sa mai che ritorni anche a scrivere post!
16 dic
Il mio umore:
Melanconico
Piango.
Interiormente.
Le lacrime come eco risuonano
e questo riempie il buio in me,
inabile nell’assaporare
nuova luce.
Esteriore.
Che entra e scuote,
libera e giustifica,
sana e benedice.
Nell’intimo.
Balsamo dell’anima e profumo del pensiero,
trincea di salvezza questo sguardo
che mi rivolgi.
Sincera.
L’espressione di chi gioisce dell’insieme
e con innocente malizia ti invita
in un dolce ballo.
Corpo a corpo.
È il nostro muoverci.
Le labbra che vogliono e le mani che plasmano
lo spazio tra di noi.
Vuoto.
Perché pieno dei limiti e dell’impossibile,
della voglia di te che ancora
non sai di essere.
Tu, mia.
Se è nel possesso il mio desiderio,
se è giusto l’averti o avaro il lasciarti.
Libera.
E liberi sono i miei occhi
di osservarti, ancora,
mentre si offusca al pianto
la tua vista.
Sfocata.
Di un desiderio di libertà
e di amore
a me finora negato.
Perché?
Marco Caporicci
12 nov
Il mio umore:
Confuso &
Incerto
Ma spero di non annoiare – né di annoiarmi – scrivendo questo mio post!
Torno a scrivere sul blog dopo moooolto tempo e mi sento un po’ come descritto da questa canzone di Gianni Togni.
A guardare il mondo da un oblò.
Una frase che avviene non a caso, incastonandosi così in un periodo non granché gioioso, sicuramente introspettivo, ma che non trova molti sbocchi futuri immediati e di facile risoluzione. Che pone, poi, una duplice visione: dal di dentro e al di fuori dell’oblò.
httpv://www.youtube.com/watch?v=SI-6s2DG-KE
Come sono io, che sono dalla parte concava dell’oblò?
Chiuso dentro lo scafo, senza sapere che tragitto questo stia seguendo o a quale profondità del mare sia posizionato. In balia delle correnti marine e, forse colpevolmente, senza opporre neppure troppa resistenza.
I tanti punti di partenza a cui la vita m’ha ricondotto – dimensione lavorativa, affettiva, casalinga coatta, salute incerta – m’hanno disorientato e ho perso il comando del timone e il controllo della bussola per orientarmi.
Ecco, sono disorientato. E affetto dal sempre più violento virus del precariato esistenziale.
Ma lotto, perché non compaia una vena di tristezza in fondo all’anima, anzi: perché possa sempre sorridere a tutto, avversità comprese. E non so a chi sarà affidato il compito di traghettarmi verso lidi più calmi e tranquilli, dove possa trovare un po’ di serenità e progettualità futura.
Com’è invece il mondo al di là dell’oblò?
Idiota, mi verrebbe da rispondere senza indugiare troppo nel pessimismo cosmico. Almeno nella sua specificità italiana.
Idiota perché nulla concorre, di quanto viene fatto, al bene di chi è cittadino di questo paese. Nulla.
Nulla fanno i politici, se non parlare del vuoto assoluto in termini di giustizia e di welfare state. Bel termine quest’ultimo, lo riempissero solo di contenuto anziché di propaganda elettorale non sarebbe male.
Poi c’è il ciarpame televisivo imperante, saggi telepredicatori stipendiati per vestirsi all’ultima moda e dire cose che neppure la loro madre vorrebbe sentire.
Poi ci sono le ridicole discussioni su alcuni temi scottanti. Un esempio tra tutti: il crocifisso nei luoghi pubblici.
Apriamo una piccola parentesi a riguardo.
Non ho problemi al fatto che venga tolto il crocifisso dalle aule.
Non certo per una questione di dubbia laicità, né per una questione di rispetto delle altre religioni. Solo che così lo vedo inutile, ancor più un povero Cristo di quanto già lo sia per sua scelta, molto tempo addietro. Inutile perché reso inutile da persone che non lo testimoniano, neppure minimamente; non lo pregano, neppure per sbaglio; non lo cercano, neppure in sciagura; lo maledicono per un nonnulla e così via.
Inutile perché sembra, attenzione: sembra, vano il suo sacrificio di 2000 anni fa.
Mi verrebbe da dire: testimoniamo con la nostra vita la croce e le persone la vedranno in noi, come viva e non appesa tristemente al muro e abbandonata al pari dell’edilizia pubblica.
Ora però viene il bello!
La croce non permette ai più piccoli di scegliere la priopria fede
Idiozia prima: la croce c’è sempre stata e l’Italia è una delle nazioni con meno vocazioni al mondo. Anzi, sembra siano in aumento, soprattutto nella dimensione capitolina, altre religioni. Segno che questo legame è puramente inventato o, se presente, è a discapito della fede stessa.
La UE ha emesso questa sentenza perché non viene citata l’inpronta cristiana nella costituzione europea
Vero, ma questo qui è un errore oltre che macroscopico anche molto idealistico e che dà il senso dell’ignoranza ormai diffusa.
Aprite un qualsiasi manuale di storia medievale e moderna, ve ne prego. Nel bene (molto, ma che poco si legge e si fa notare) e nel male (al contrario, giustamente visibile) il Cristianesimo – e/o Cattolicesimo – è sempre stato al centro di ogni cosa. Forse pure troppo, ma tant’è che negarlo dalla costituzione UE vuol significare essere profondamente ignoranti della storia.
Il crocifisso è un simbolo di violenza, di sangue e di repressione
Qui, mi perdonerete, rido.
Tra le tante cose che si possono dire, si sono scelte le tre espressioni all’opposto del vero senso della Croce, con la C maiuscola.
Riprendiamo i manuali di storia e andiamo a vedere quali sono state le vere potenze che hanno marchiato a ferro e fuoco la storia. E pensiamo, per assurdo, di agire di conseguenza.
Partiamo dai romani, ad esempio. Vi prego, distruggete seduta stante il colosseo perché non nascano bambini impauriti dalle violenze che venivano perpetrate lì dentro. Eliminate gli archi, simbolo dell’umiliazione pubblica degli sconfitti!
Si aboliscano le nazioni barbare e celtiche, perché loro stupravano prima, durante e dopo le conquiste territoriali!
Non si parli più della rivoluzione francese, per carità! Vogliamo mettere il sangue, la violenza e la repressione di una ghigliottina? O nel civilissimo XX secolo, le guerre che hanno sterminato un quinto della popolazione mondiale? Mettiamo gli USA dalla parte del vincitore? Ma come? E la bomba atomica?
Non sto facendo di tutt’erba un fascio. Solo dicendo che siamo critici e intransigenti solo quando fa comodo.
Non prendetevela con la Chiesa, prendetevela intanto con uno Stato che fa ridere.
E se qualcuno ha ancora la forza di dire che la Chiesa predica bene e razzola male, se la prendesse con chi, nel proprio orizzonte di vita, è incoerente rispetto a quanto egli stesso crede e spera.
Non ho forze e idee per continuare questo post, l’avrete capito.
Una delle poche cose positive di quest’ultimo periodo è il fatto che ho rinnovato graficamente l’home page del mio sito.
Buona visione e buona lettura di questo blog, confidando in post migliori e più leggeri!
20 set
Il mio umore:
Melanconico
Did I say that I need you?
Did I say that I want you?
Oh, if I didn’t I’m a fool you see
No one knows this more than mePearl Jam – Just Breathe
2 set
Il mio umore:
Melanconico
A te, perché tu sai chi sei
Avrai la tua vita,
che già tanto ti attende
pronta a donarti
i sorrisi più belli,
la tranquillità che mai provasti appieno,
la fermezza di uno sguardo
a te solo rivolto.
Avrai la tua vita,
mai doma nello starti accanto,
silenziosa presenza che
una tarda epifania rivelò,
non certo inattesa e
di flebile risolutezza,
quando ormai il meriggio
lasciava stanco
il suo corso del giorno
e le prime lacrime comparivano
a illuminare di pianto
la notte in riva al mare.
Avrai la tua vita,
che io forse ti ho tolto,
ingenuamente colpevole
in un mondo certo non mio
nel quale io e te
ci siamo legati,
siamo stati illusi,
sedotti e provati,
assecondati e feriti,
invitati eppur mai accolti a festa.
Avrai la tua vita,
lontano dalla mia,
benché tu in me
e io in te
saremo riflessi,
ormai comparse che
attendono il palco,
in quest’ultima rappresentazione
che altri non presenta in locandina
se non noi.
16 lug
Il mio umore:
Melanconico
…avevo pochi anni e vent’anni sembran pochi,
poi ti volti a guardarli e non li trovi più.“
Curioso il fatto che torni a scrivere sul blog proprio in questo momento, alla vigilia del mio cambio di data anagrafico.
Curioso perché non scrivo da tanto (forse per colpa di Facebook, che prima o poi cancellerò) e perché non penso che quello che scriverò sia l’avvio di una nuova stagione del mio blog.
Mi va di parlare un po’, di sfogarmi e chi mi sente mi sente.
Son 30, dicevo. Trenta… suona roboante questa cifra, quasi come se il giovanile venti dovesse mettersi in disparte per permettere al trenta di entrare, barocco e lussureggiante, rumosoro e così stupidamente onomatopeico.
Non so ancora cosa fare e fondamentalmente non proprio SE fare qualcosa. Probabilmente non festeggierò se non con i più prossimi. Perché? Boh.
Noia? Accidia? Insoddisfazioni? Paura di crescere? Solitudine? Mancanza di spirito di iniziativa? Mancanza di vicinanza e solidarietà? Eventi strani, inspiegabili e, talvolta, sfavorevoli?
Facciamone un bel cocktail, aggiungiamoci altri ingredienti segreti (ma che danno un sapore univoco alla miscela) e serviamo questa bevanda fredda. Due sorsi e via. Ecco sfilare il mio b-day.
Già, chi mi conosce.
Chi mi conosce sa che io non sono così. Sa che quanto ho scritto è un periodo e non può essere per sempre.
Io mi conosco? Ho fiducia in me? Saprò rialzarmi da questo momento che non è solo un inciampo occasionale, ma forse qualcosa di più profondo?
Tu, o Dio, che mi conosci e che forse per questo prepari a ferro&fuoco il mio giudizio, hai qualche ciambella di salvataggio?
Vabbè, ora facciamola meno tragica.
Pur se ero partito col falò sulla spiaggia e mi ritroverò a vedere Harry Potter (tanto di cappello per la Rowling, ma non è la stessa cosa), oggi è pur sempre il mio compleanno.
Soffierò sulla candelina, cercherò il mio regalo togliendomi qualche sfizio e sorriderò (questo sì, a me non mancherà mai il sorriso) al mondo.
Auguri Marco, buoni 30 anni.
20 gen
Il mio umore:
Incerto
Et voilà, o meglio: here He comes!
Eccolo qua, appena giurato e sfornato, il nostro (loro) 44esimo presidente degli Stati Uniti d’America.
Yes, He can!
Lui può divenire presidente degli USA. Può parlare alla nazione, può lanciare temi e tematiche.
Sia ben chiaro: non è un santo o un profeta. Concordo con chi dice che è esagerato parlare di lui come il salvatore del mondo.
Il suo discorso è stato privo di ogni retorica; senza immagini forte, simbolicamente contraddistinte. Anche qua, chi si aspettava un nuovo discorso alla Martin Luther King ha dovuto ricredersi, forse un po’ deluso. No, signori: questo discorso è stato vago, generico, ma concreto quanto basta nell’indentificare alcuni elementi chiave del suo pontif.. ops.. governo alla White House.
Yes, He can!
Lui può parlare accusando i colpevoli della crisi economica in corso, può lanciare messaggi su ciò che farà a livello di infrastrutture, può dire che l’ambiente è un nodo cruciale per l’ecologia (ed economia) globale dei prossimi anni.
Lui può invocare una sanità più giusta così come può parlare di una scuola che deve servirsi delle tecnologie per crescere insieme alla società.
Yes, He can!
Può, legittimamente e in continuità con G.W. Bush Jr, invocare un pugno duro verso i terroristi (chi non lo farebbe?) ma può anche dire, qui forse la retorica è presente, che non sono i carrarmati o la violenza a garantire e giustificare la necessità della pace, bensì i dialoghi e le relazioni internazionali.
Può prendersela contro chi “fa quello che gli pare”, maliziosamente intendendo che molte delle guerre finora portate avanti sono state figlie di capricci: lui può!
Yes, He can!
Sì, lui può e l’ha fatto. Chiaro, pratico e sintetico. Con l’indice puntato e con il palmo della mano aperto, insieme. Nonché con lo sguardo aperto, che mira verso l’orizzonte. Sì, lui può dare speranza, non vana ma più concreta del tanto fumo con il quale i suoi colleghi possono riempire intere pagine di discorsi.
Yes, He can but… could I too?
Qui no, non so proprio. Parlavo di speranza (quella con la s minuscola eh, sia bene inteso). Posso confidare anche io nella politica per sperare di avere un mondo migliore?
Non parlo di un mondo eccessivamente migliore… ma insomma… capiamoci!
Un mondo dove lavorare non è una chimera ma un diritto, impegnarsi un dovere e meritarsi il posto un diritto e dovere.
Un mondo dove l’ambiente non è solo il luogo dei miei propri affari (my own business, potrebbe dire Obama), ma l’accogliente dono della creazione divina da rispettare, su cui puntare e, gentilmente, utilizzare perché il dio denaro sporco di petrolio e sangue non governi le nostre vite.
Un mondo dove scuola e società vadano a braccetto assieme, non siano distanti e si sappiano educare e governare l’un l’altra.
Un mondo dove la tecnologia non venga pensata anacronistica dai non digital-native, incrementando così il digital-divide bensì sia integrata e utilizzata al meglio. Penso a dei database congiunti tra i diversi ministeri, l’eliminazione del cartaceo, la creazione e la gestione delle aule multimediali, e così via.
Un mondo dove chi ci governa ha lo sguardo verso l’alto perché ha fiducia in sé, nel mondo e in Dio e non perché ha fatto troppi lifting.
Un mondo dove c’è qualcuno che mi guarda negli occhi, ricorda le nostre origini storico-culturali, parla un linguaggio chiaro e mi dice: sì, tu puoi.
Could I then?
No, I could not; at least not now, dear Obama.
1 gen
Il mio umore:
Cool
Auguri, auguri e auguri!
Certo, sono solo tre questi auguri (ora sono quattro)… non riesco a scrivere, neppure col copia incolla, per arrivare a 2009.
Ma sono gli auguri (cinque) che voglio inviarvi, sperando che giungano urbi et orbi, pieni di buoni sentimenti e propositi.
Non faccio l’ipocrita, non vi dico “che vi sia l’amore ogni giorno della vostra vita”. Certo, avrei la tentazioni di dirvi che “ogni vostro desiderio possa diventare reltà” ma.. no, non lo farò!
Vi auguro piuttosto che siate più felici di come già siete ora, che sappiate essere in pace col mondo e con voi stessi, che non abbiate mai a pentirvi di qualcosa che farete e che sappiate riconoscere il dono della gratuità e della responsabilità nella vita di tutti i giorni.
Vi abbraccio, virtualmente, e ancora auguri (e sono sei)!
Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.
31 dic
Il mio umore:
Confuso &
Inca**ato
Se la finitudine e la mortalità siano condizioni esistenziali dell’uomo non penso ci sia da discuterne.
Su come dei coglioni possano incrementare esponenzialmente il limite dell’esistenza (altrui) questo sì che sarebbe da argomentare.
Spesso siamo talmente obnubilati dalle notizie, sempre uguali, delle tante stragi del sabato (ma anche del lunedì, martedì…) sera che forse ci sfugge, nel dettaglio, la gravità della cosa in sé. Ovvero di condurre una macchina (leggasi anche in chiave di potenziale arma mortale) totalmente incapaci di intendere e di volere.
Sia ben chiaro subito che non predico qui il proibizionismo o una falsa e ipocrita visione perbenista. Sono il primo che ha guidato anche avendo bevuto qualcosina ma sempre (e lo ripeto: sempre) avendo il controllo dei propri limiti e ben sapendo il carico di responsabilità che accompagnare amici volesse significare.
Qui parliamo di tre distinte cose, a mio avviso:
Tutto questo per dire cosa?
Lunedì sera stavo per perdere, in un unico incidente, due miei amici e le loro due figlie.

L'articolo di Repubblica del 30 dicembre
La colpa è di un emerito coglione (non so a quale delle tre categorie di cui sopra può far riferimento) ha ben pensato di cambiare carreggiata sulla Cristoforo Colombo, pensando (….) di essere l’unico al momento – erano le 19.30 di sera – ad attraversarla. Il cambio di carreggiata, per la cronaca, non è avvenuto lungo i ben definiti corridoi bensì approfittando dello spazio di un incrocio, incurante di precedenze, macchine che venivano, vite che si potevano consumare.
“Ho fatto una cazzata, scusa” ha sussurrato l’attentatore al finestrino rotto e allo sportello impossibilitato ad aprirsi di Fabio.
Cazzata? Ti denuncerei per tentato omicidio, coglione che non sei altro!
“Un miracolo” cita l’articolo. Un miracolo ribatto io.
Fabio se la caverà con 30 giorni di riposo (ha due costole rotte e contusioni varie), Chiara dovrà portare il collare per un po’ di tempo, la piccola Delia ha giusto un taglietto all’occhio e l’ancor più piccola Nora è rimasta totalmente illesa.
Grazie Dio per questo miracolo.
Chi commenta