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Cogito ergo sum …liber!



Nella memoria collettiva, nella verità narrativa, nel dramma personale e nella gioia comunitaria… il pensiero dell'uomo è alla base della sua libertà. Questo è il blog di Marco Caporicci ;)

Archive for the ‘myself’ Category

Quanno che nevica n’a capitale!

Il mio umore: Su di giri emoticon Su di giri & Giocherellone emoticon Giocherellone

Quanno che nevica n’a capitale,
te fa specie de nun esse a natale,
te guardi intorno e me pari scemo
perché attacchi a ride co’ quanti semo.

Ghetto in bianco

Ghetto in bianco

Quanti semo che soridono co’ tutti li quaranta denti
ma pe’ svignassela e pe’ coprisse dar freddo so’ intenti
anche qui ar ponte dell’isola tiberina
che la vista der ghetto ce propina.

Cesare innevato

Cesare innevato


Pure a guardà le cupole semo tanti
anco sulle rovine così abbondanti,
e Cesare ce guarda e furbo ce strizza l’occhio
che pare che pe’ vent’anni ce sia stato er malocchio.

Colosseo skyline

Colosseo skyline

Saluti Cesare e giri er capo pe’ vede mejo
ed ecco er Colosseo, che manco sur fojo
poi fallo venì così bianco e così bello,
che ar cor te scatena er tremarello!

Palatino innevato

Palatino innevato

Ma non pago te vorti ancora
fino a tornar col capo dov’è ora
pel palatino, pel campidojo
Roma mia, te amo coll’orgojo!

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  • Haijin

    Il mio umore: Contento emoticon Contento & Sorpreso emoticon Sorpreso

    Haiku in giapponese

    Haiku, scritto in giapponese

    Ho aggiunto una pagina a questo blog, che spero sappia fiorire d’ispirazione attraverso il mio pensare, meditare, poetare e raccontare.
    In questa pagina raccoglierò degli haiku che sto pian piano dilettandomi a scrivere e che potranno essere commentati da voi, qualora lo riteniate opportuno.

    Buona lettura e state sempre aggiornati… non si sa mai che ritorni anche a scrivere post!

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  • Filed under: myself
  • Perché

    Il mio umore: Melanconico emoticon Melanconico

    Perché...

    Perché...

    Piango.
    Interiormente.
    Le lacrime come eco risuonano
    e questo riempie il buio in me,
    inabile nell’assaporare
    nuova luce.
    Esteriore.
    Che entra e scuote,
    libera e giustifica,
    sana e benedice.
    Nell’intimo.
    Balsamo dell’anima e profumo del pensiero,
    trincea di salvezza questo sguardo
    che mi rivolgi.
    Sincera.
    L’espressione di chi gioisce dell’insieme
    e con innocente malizia ti invita
    in un dolce ballo.
    Corpo a corpo.
    È il nostro muoverci.
    Le labbra che vogliono e le mani che plasmano
    lo spazio tra di noi.
    Vuoto.
    Perché pieno dei limiti e dell’impossibile,
    della voglia di te che ancora
    non sai di essere.
    Tu, mia.
    Se è nel possesso il mio desiderio,
    se è giusto l’averti o avaro il lasciarti.
    Libera.
    E liberi sono i miei occhi
    di osservarti, ancora,
    mentre si offusca al pianto
    la tua vista.
    Sfocata.
    Di un desiderio di libertà
    e di amore
    a me finora negato.
    Perché?

    Marco Caporicci

    …e guardo il mondo da un oblò!

    Il mio umore: Confuso emoticon Confuso & Incerto emoticon Incerto

    Ma spero di non annoiare – né di annoiarmi – scrivendo questo mio post!

    Torno a scrivere sul blog dopo moooolto tempo e mi sento un po’ come descritto da questa canzone di Gianni Togni.
    A guardare il mondo da un oblò.
    Una frase che avviene non a caso, incastonandosi così in un periodo non granché gioioso, sicuramente introspettivo, ma che non trova molti sbocchi futuri immediati e di facile risoluzione. Che pone, poi, una duplice visione: dal di dentro e al di fuori dell’oblò.

    httpv://www.youtube.com/watch?v=SI-6s2DG-KE

    Come sono io, che sono dalla parte concava dell’oblò?
    Chiuso dentro lo scafo, senza sapere che tragitto questo stia seguendo o a quale profondità del mare sia posizionato. In balia delle correnti marine e, forse colpevolmente, senza opporre neppure troppa resistenza.
    I tanti punti di partenza a cui la vita m’ha ricondotto – dimensione lavorativa, affettiva, casalinga coatta, salute incerta – m’hanno disorientato e ho perso il comando del timone e il controllo della bussola per orientarmi.
    Ecco, sono disorientato. E affetto dal sempre più violento virus del precariato esistenziale.
    Ma lotto, perché non compaia una vena di tristezza in fondo all’anima, anzi: perché possa sempre sorridere a tutto, avversità comprese. E non so a chi sarà affidato il compito di traghettarmi verso lidi più calmi e tranquilli, dove possa trovare un po’ di serenità e progettualità futura.

    Com’è invece il mondo al di là dell’oblò?
    Idiota, mi verrebbe da rispondere senza indugiare troppo nel pessimismo cosmico. Almeno nella sua specificità italiana.
    Idiota perché nulla concorre, di quanto viene fatto, al bene di chi è cittadino di questo paese. Nulla.
    Nulla fanno i politici, se non parlare del vuoto assoluto in termini di giustizia e di welfare state. Bel termine quest’ultimo, lo riempissero solo di contenuto anziché di propaganda elettorale non sarebbe male.
    Poi c’è il ciarpame televisivo imperante, saggi telepredicatori stipendiati per vestirsi all’ultima moda e dire cose che neppure la loro madre vorrebbe sentire.
    Poi ci sono le ridicole discussioni su alcuni temi scottanti. Un esempio tra tutti: il crocifisso nei luoghi pubblici.
    Apriamo una piccola parentesi a riguardo.

    Non ho problemi al fatto che venga tolto il crocifisso dalle aule.
    Non certo per una questione di dubbia laicità, né per una questione di rispetto delle altre religioni. Solo che così lo vedo inutile, ancor più un povero Cristo di quanto già lo sia per sua scelta, molto tempo addietro. Inutile perché reso inutile da persone che non lo testimoniano, neppure minimamente; non lo pregano, neppure per sbaglio; non lo cercano, neppure in sciagura; lo maledicono per un nonnulla e così via.
    Inutile perché sembra, attenzione: sembra, vano il suo sacrificio di 2000 anni fa.
    Mi verrebbe da dire: testimoniamo con la nostra vita la croce e le persone la vedranno in noi, come viva e non appesa tristemente al muro e abbandonata al pari dell’edilizia pubblica.
    Ora però viene il bello!

    La croce non permette ai più piccoli di scegliere la priopria fede
    Idiozia prima: la croce c’è sempre stata e l’Italia è una delle nazioni con meno vocazioni al mondo. Anzi, sembra siano in aumento, soprattutto nella dimensione capitolina, altre religioni. Segno che questo legame è puramente inventato o, se presente, è a discapito della fede stessa.

    La UE ha emesso questa sentenza perché non viene citata l’inpronta cristiana nella costituzione europea
    Vero, ma questo qui è un errore oltre che macroscopico anche molto idealistico e che dà il senso dell’ignoranza ormai diffusa.
    Aprite un qualsiasi manuale di storia medievale e moderna, ve ne prego. Nel bene (molto, ma che poco si legge e si fa notare) e nel male (al contrario, giustamente visibile) il Cristianesimo – e/o Cattolicesimo – è sempre stato al centro di ogni cosa. Forse pure troppo, ma tant’è che negarlo dalla costituzione UE vuol significare essere profondamente ignoranti della storia.

    Il crocifisso è un simbolo di violenza, di sangue e di repressione
    Qui, mi perdonerete, rido.
    Tra le tante cose che si possono dire, si sono scelte le tre espressioni all’opposto del vero senso della Croce, con la C maiuscola.
    Riprendiamo i manuali di storia e andiamo a vedere quali sono state le vere potenze che hanno marchiato a ferro e fuoco la storia. E pensiamo, per assurdo, di agire di conseguenza.
    Partiamo dai romani, ad esempio. Vi prego, distruggete seduta stante il colosseo perché non nascano bambini impauriti dalle violenze che venivano perpetrate lì dentro. Eliminate gli archi, simbolo dell’umiliazione pubblica degli sconfitti!
    Si aboliscano le nazioni barbare e celtiche, perché loro stupravano prima, durante e dopo le conquiste territoriali!
    Non si parli più della rivoluzione francese, per carità! Vogliamo mettere il sangue, la violenza e la repressione di una ghigliottina? O nel civilissimo XX secolo, le guerre che hanno sterminato un quinto della popolazione mondiale? Mettiamo gli USA dalla parte del vincitore? Ma come? E la bomba atomica?

    Non sto facendo di tutt’erba un fascio. Solo dicendo che siamo critici e intransigenti solo quando fa comodo.
    Non prendetevela con la Chiesa, prendetevela intanto con uno Stato che fa ridere.
    E se qualcuno ha ancora la forza di dire che la Chiesa predica bene e razzola male, se la prendesse con chi, nel proprio orizzonte di vita, è incoerente rispetto a quanto egli stesso crede e spera.

    Non ho forze e idee per continuare questo post, l’avrete capito.
    Una delle poche cose positive di quest’ultimo periodo è il fatto che ho rinnovato graficamente l’home page del mio sito.

    Buona visione e buona lettura di questo blog, confidando in post migliori e più leggeri!

    Just breathe

    Il mio umore: Melanconico emoticon Melanconico

    Did I say that I need you?
    Did I say that I want you?
    Oh, if I didn’t I’m a fool you see
    No one knows this more than me

    Pearl Jam – Just Breathe

    Avrai la tua vita

    Il mio umore: Melanconico emoticon Melanconico

    A te, perché tu sai chi sei

    Avrai la tua vita,
    che già tanto ti attende
    pronta a donarti
    i sorrisi più belli,
    la tranquillità che mai provasti appieno,
    la fermezza di uno sguardo
    a te solo rivolto.

    Avrai la tua vita,
    mai doma nello starti accanto,
    silenziosa presenza che
    una tarda epifania rivelò,
    non certo inattesa e
    di flebile risolutezza,
    quando ormai il meriggio
    lasciava stanco
    il suo corso del giorno
    e le prime lacrime comparivano
    a illuminare di pianto
    la notte in riva al mare.

    Avrai la tua vita,
    che io forse ti ho tolto,
    ingenuamente colpevole
    in un mondo certo non mio
    nel quale io e te
    ci siamo legati,
    siamo stati illusi,
    sedotti e provati,
    assecondati e feriti,
    invitati eppur mai accolti a festa.

    Avrai la tua vita,
    lontano dalla mia,
    benché tu in me
    e io in te
    saremo riflessi,
    ormai comparse che
    attendono il palco,
    in quest’ultima rappresentazione
    che altri non presenta in locandina
    se non noi.

    Il mio umore: Melanconico emoticon Melanconico

    …avevo pochi anni e vent’anni sembran pochi,
    poi ti volti a guardarli e non li trovi più.

    Curioso il fatto che torni a scrivere sul blog proprio in questo momento, alla vigilia del mio cambio di data anagrafico.
    Curioso perché non scrivo da tanto (forse per colpa di Facebook, che prima o poi cancellerò) e perché non penso che quello che scriverò sia l’avvio di una nuova stagione del mio blog.
    Mi va di parlare un po’, di sfogarmi e chi mi sente mi sente.
    Son 30, dicevo. Trenta… suona roboante questa cifra, quasi come se il giovanile venti dovesse mettersi in disparte per permettere al trenta di entrare, barocco e lussureggiante, rumosoro e così stupidamente onomatopeico.
    Non so ancora cosa fare e fondamentalmente non proprio SE fare qualcosa. Probabilmente non festeggierò se non con i più prossimi. Perché? Boh.
    Noia? Accidia? Insoddisfazioni? Paura di crescere? Solitudine? Mancanza di spirito di iniziativa? Mancanza di vicinanza e solidarietà? Eventi strani, inspiegabili e, talvolta, sfavorevoli?
    Facciamone un bel cocktail, aggiungiamoci altri ingredienti segreti (ma che danno un sapore univoco alla miscela) e serviamo questa bevanda fredda. Due sorsi e via. Ecco sfilare il mio b-day.

    Soffiate tutti, dai, che le candeline sono tante!

    Soffiate tutti, dai, che le candeline sono tante!


    Trent’anni.
    Potrebbero essere i secondi 15 anni, a pensarci bene. Ma non lo sono. Sono 30, tutti interi e senza sconti.
    Trent’anni.
    Dopotutto sono pur qualcosa: raggiungimento di obiettivi, punto di svolta, scherzi con amici sul cambio data e fantasiose peripezie peterpaniane.
    Non che non ci sia niente, ma c’è poco. E me ne dispiaccio.
    Intorno a me sento tanta individualità e poche relazioni amicali, di quelle che i trentenni dovrebbero necessariamente avere, quasi come un diritto inalienabile.
    Dentro di me sento così tanti sentimenti contrastanti che a malapena riesco a tessere le fila della mia esistenza e a camminare con la testa alta (come ho sempre fatto), sebbene né gli occhi puntino tanto oltre il mio semplice sguardo, né le spalle larghe sembrano reggere il peso di tanta contraddittorietà.
    Al di fuori di me c’è il rituale burocratico-amministrativo della vita: tasse (ora scopro l’amaro significato di questa parola, nonché l’assurdità di una così onerosa richiesta); il tuo lavoro che non c’è e che quando c’è vale poco, veramente poco; il caldo che soffoca e non fa pensare; la visione del verde di un parco e dei colli tuscolani-albani, entrambi troppo distanti nel loro essere a portata di mano; la somma delle relazioni che vanno avanti con tanti mah e troppo pochi sì.
    Aggiungiamo a questa lista la lontananza della musica. Chi mi conosce sa cosa vuol dire che io ne sia lontano: è in gioco me stesso.

    Già, chi mi conosce.
    Chi mi conosce sa che io non sono così. Sa che quanto ho scritto è un periodo e non può essere per sempre.
    Io mi conosco? Ho fiducia in me? Saprò rialzarmi da questo momento che non è solo un inciampo occasionale, ma forse qualcosa di più profondo?
    Tu, o Dio, che mi conosci e che forse per questo prepari a ferro&fuoco il mio giudizio, hai qualche ciambella di salvataggio?

    Vabbè, ora facciamola meno tragica.
    Pur se ero partito col falò sulla spiaggia e mi ritroverò a vedere Harry Potter (tanto di cappello per la Rowling, ma non è la stessa cosa), oggi è pur sempre il mio compleanno.
    Soffierò sulla candelina, cercherò il mio regalo togliendomi qualche sfizio e sorriderò (questo sì, a me non mancherà mai il sorriso) al mondo.

    Auguri Marco, buoni 30 anni.

    He can, i could (not)

    Il mio umore: Incerto emoticon Incerto

    Et voilà, o meglio: here He comes!
    Eccolo qua, appena giurato e sfornato, il nostro (loro) 44esimo presidente degli Stati Uniti d’America.

    La speranza di&con Obama

    La speranza di&con Obama

    Yes, He can!
    Lui può divenire presidente degli USA. Può parlare alla nazione, può lanciare temi e tematiche.
    Sia ben chiaro: non è un santo o un profeta. Concordo con chi dice che è esagerato parlare di lui come il salvatore del mondo.
    Il suo discorso è stato privo di ogni retorica; senza immagini forte, simbolicamente contraddistinte. Anche qua, chi si aspettava un nuovo discorso alla Martin Luther King ha dovuto ricredersi, forse un po’ deluso. No, signori: questo discorso è stato vago, generico, ma concreto quanto basta nell’indentificare alcuni elementi chiave del suo pontif.. ops.. governo alla White House.

    Yes, He can!
    Lui può parlare accusando i colpevoli della crisi economica in corso, può lanciare messaggi su ciò che farà a livello di infrastrutture, può dire che l’ambiente è un nodo cruciale per l’ecologia (ed economia) globale dei prossimi anni.
    Lui può invocare una sanità più giusta così come può parlare di una scuola che deve servirsi delle tecnologie per crescere insieme alla società.

    Yes, He can!
    Può, legittimamente e in continuità con G.W. Bush Jr, invocare un pugno duro verso i terroristi (chi non lo farebbe?) ma può anche dire, qui forse la retorica è presente, che non sono i carrarmati o la violenza a garantire e giustificare la necessità della pace, bensì i dialoghi e le relazioni internazionali.
    Può prendersela contro chi “fa quello che gli pare”, maliziosamente intendendo che molte delle guerre finora portate avanti sono state figlie di capricci: lui può!

    Yes, He can!
    Sì, lui può e l’ha fatto. Chiaro, pratico e sintetico. Con l’indice puntato e con il palmo della mano aperto, insieme. Nonché con lo sguardo aperto, che mira verso l’orizzonte. Sì, lui può dare speranza, non vana ma più concreta del tanto fumo con il quale i suoi colleghi possono riempire intere pagine di discorsi.

    Yes, He can but… could I too?
    Qui no, non so proprio. Parlavo di speranza (quella con la s minuscola eh, sia bene inteso). Posso confidare anche io nella politica per sperare di avere un mondo migliore?
    Non parlo di un mondo eccessivamente migliore… ma insomma… capiamoci!
    Un mondo dove lavorare non è una chimera ma un diritto, impegnarsi un dovere e meritarsi il posto un diritto e dovere.
    Un mondo dove l’ambiente non è solo il luogo dei miei propri affari (my own business, potrebbe dire Obama), ma l’accogliente dono della creazione divina da rispettare, su cui puntare e, gentilmente, utilizzare perché il dio denaro sporco di petrolio e sangue non governi le nostre vite.
    Un mondo dove scuola e società vadano a braccetto assieme, non siano distanti e si sappiano educare e governare l’un l’altra.
    Un mondo dove la tecnologia non venga pensata anacronistica dai non digital-native, incrementando così il digital-divide bensì sia integrata e utilizzata al meglio. Penso a dei database congiunti tra i diversi ministeri, l’eliminazione del cartaceo, la creazione e la gestione delle aule multimediali, e così via.
    Un mondo dove chi ci governa ha lo sguardo verso l’alto perché ha fiducia in sé, nel mondo e in Dio e non perché ha fatto troppi lifting.
    Un mondo dove c’è qualcuno che mi guarda negli occhi, ricorda le nostre origini storico-culturali, parla un linguaggio chiaro e mi dice: sì, tu puoi.

    Could I then?
    No, I could not; at least not now, dear Obama.

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  • Filed under: myself, politica
  • 2009 auguri!

    Il mio umore: Cool emoticon Cool

    Auguri, auguri e auguri!
    Certo, sono solo tre questi auguri (ora sono quattro)… non riesco a scrivere, neppure col copia incolla, per arrivare a 2009.
    Ma sono gli auguri (cinque) che voglio inviarvi, sperando che giungano urbi et orbi, pieni di buoni sentimenti e propositi.
    Non faccio l’ipocrita, non vi dico “che vi sia l’amore ogni giorno della vostra vita”. Certo, avrei la tentazioni di dirvi che “ogni vostro desiderio possa diventare reltà” ma.. no, non lo farò!
    Vi auguro piuttosto che siate più felici di come già siete ora, che sappiate essere in pace col mondo e con voi stessi, che non abbiate mai a pentirvi di qualcosa che farete e che sappiate riconoscere il dono della gratuità e della responsabilità nella vita di tutti i giorni.

    Vi abbraccio, virtualmente, e ancora auguri (e sono sei)!

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  • Filed under: musica, myself
  • [titolo censurato]

    Il mio umore: Confuso emoticon Confuso & Inca**ato emoticon Inca**ato

    Se la finitudine e la mortalità siano condizioni esistenziali dell’uomo non penso ci sia da discuterne.
    Su come dei coglioni possano incrementare esponenzialmente il limite dell’esistenza (altrui) questo sì che sarebbe da argomentare.
    Spesso siamo talmente obnubilati dalle notizie, sempre uguali, delle tante stragi del sabato (ma anche del lunedì, martedì…) sera che forse ci sfugge, nel dettaglio, la gravità della cosa in sé. Ovvero di condurre una macchina (leggasi anche in chiave di potenziale arma mortale) totalmente incapaci di intendere e di volere.
    Sia ben chiaro subito che non predico qui il proibizionismo o una falsa e ipocrita visione perbenista. Sono il primo che ha guidato anche avendo bevuto qualcosina ma sempre (e lo ripeto: sempre) avendo il controllo dei propri limiti e ben sapendo il carico di responsabilità che accompagnare amici volesse significare.
    Qui parliamo di tre distinte cose, a mio avviso:

    1. Chi si ubriaca o si droga, perdendo ogni contatto col mondo reale, con le proprie capacità e limiti psicofisici e così via
    2. Chi è inetto alla guida perché o troppo nervoso o incapace di prendere decisioni in velocità o perché amante del rischio (proprio) e incurante dei pericoli (altrui)
    3. Tutte e due le cose assieme

    Tutto questo per dire cosa?
    Lunedì sera stavo per perdere, in un unico incidente, due miei amici e le loro due figlie.

    L'articolo di Repubblica del 30 dicembre

    L'articolo di Repubblica del 30 dicembre

    La colpa è di un emerito coglione (non so a quale delle tre categorie di cui sopra può far riferimento) ha ben pensato di cambiare carreggiata sulla Cristoforo Colombo, pensando (….) di essere l’unico al momento – erano le 19.30 di sera – ad attraversarla. Il cambio di carreggiata, per la cronaca, non è avvenuto lungo i ben definiti corridoi bensì approfittando dello spazio di un incrocio, incurante di precedenze, macchine che venivano, vite che si potevano consumare.
    “Ho fatto una cazzata, scusa” ha sussurrato l’attentatore al finestrino rotto e allo sportello impossibilitato ad aprirsi di Fabio.
    Cazzata? Ti denuncerei per tentato omicidio, coglione che non sei altro!

    “Un miracolo” cita l’articolo. Un miracolo ribatto io.
    Fabio se la caverà con 30 giorni di riposo (ha due costole rotte e contusioni varie), Chiara dovrà portare il collare per un po’ di tempo, la piccola Delia ha giusto un taglietto all’occhio e l’ancor più piccola Nora è rimasta totalmente illesa.

    Grazie Dio per questo miracolo.

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    I miei cinguettii

    Lollom86Lollom86: @notturno79 grazie marcoooo!!! bella la spagna!!! divertiti e fai tante foto che poi le voglio vedere!!! ciaoooo
    3 weeks ago from web
    notturno79notturno79: I uploaded a YouTube video -- La vera musica contro la tecno! http://youtu.be/FjsR1mPPV7Q?a
    4 weeks ago from Google
    notturno79notturno79: @Lollom86 ciao Lollo! Io starò ancora per un po' in Spagna e poi ho il campo parrocchiale. Divertiti!
    4 weeks ago from Twitter for Android
    notturno79notturno79: Una notte in Tarifa, tra tapas e birra! http://twitpic.com/2clb7r
    4 weeks ago from Twitter for Android
    notturno79notturno79: I uploaded a YouTube video -- Un viaggio molto ventoso! http://youtu.be/dmrQGX4HJw4?a
    4 weeks ago from Google

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