Nella memoria collettiva, nella verità narrativa, nel dramma personale e nella gioia comunitaria… il pensiero dell'uomo è alla base della sua libertà. Questo è il blog di Marco Caporicci ;)
9 set
Ebbene sì: l’estate sta finendo, cantavano alcuni e, porca miseria, aggiungo io, domani si riparte e si inizia il tutto.
Parlo ovviamente della scuola, contornata dai mille impegni extra, che prenderà il via in quasi tutti gli istituti italiani. Io stesso domani partirò con degli esami integrativi per le solite zucchine e il 13 suonerà di nuovo la campanella delle ore da 50 minuti.
Buon anno scolastico a tutti, direi io e non solo io, visto che finisco questo post con un bell’articolo di Maurizio Crosetti, blogger su Repubblica.it.
Ciao ciao
Buon anno scolastico, stavolta, soprattutto agli insegnanti. Trattati come fastidiosi insetti dallo Stato e dalle famiglie, dai presidi e dai genitori. Sottopagati, disprezzati, vessati, fotografati dai telefonini e messi su Youtube, dipendenti di un ministero ignorante che sbaglia i test d’ingresso all’Università e i temi della maturità, depressi, stanchi, precari a vita, giudicati fannulloni o lobbisti dei libri di testo, condannati al frastuono di una classe o, ancora peggio, al silenzio della medesima, costretti a tenere il conto di debiti e crediti e a compilare pagelle con sigle e codici. E tre giorni prima che si cominci, qualche pierre governativo ci viene a dire che tornerà il tempo pieno, e che i nostri figli avranno di nuovo tabelline e grammatica. Meraviglioso, ma chi ci crede? In tre giorni? Con migliaia di cattedre vuote? Insegnare, in Italia: il mestiere più importante di tutti, tra tutti il più ingrato.
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