Nella memoria collettiva, nella verità narrativa, nel dramma personale e nella gioia comunitaria… il pensiero dell'uomo è alla base della sua libertà. Questo è il blog di Marco Caporicci ;)
13 feb

Per equilibrio, cantano gli acustimantico (che non capisco perché ma ogni volta che sto col morale mocio vileda style compiaiono magicamente nel mio lettore mp3 ad alleviare talvolta le mie sofferenze, aumentandome altrimenti…), quando il buon Dio inventò il mare dovette creare il mal di mare.
Bell’equilibrio, in effetti, e bella visione funzionalistica degli aspetti più fastidiosi del reale.
Avevo in mente, ma non è detto che non lo faccia pur rispettando i miei bradiposi tempi, di destinare una parte del mio sito alla creazione di un elenco di equilibri simpatici e perfetti; per esempio, quale equilibrio potrebbero richiamare i piccioni? Sicuramente al gioco semplice dei bambini che li rincorrono. Quale allora il freddo? A permettere agli amanti di stare più vicini.
A proposito di amanti… capisco che mercoledì è San Valentino ma ve la smettete, o voi tutti amanti, di frapporvi tra me e la strada che percorro facendomi rosicare quanto uno scoiattolo di fronte all’Amazzionia?
Ritornando a noi… mi chiedevo insieme ad un’amica quale equilibrio ci fosse nel tanto dolore che sto vedendo colpire altre amiche mie più vicine. Una madre e un ragazzo che vengono meno, insieme ad un quadro disperato di vissuti loro quale imponente equilibrio dovrebbero richiedere, nel grande disegno divino?
Forse un po’ narcisisticamente ipotizzavamo che la nostra serenità e gioia (la sua a dire il vero, che si sposerà presto), potessero essere effettivamente di aiuto e supporto a chi soffre: se infatti determinate persone soffrono, a che gioverebbe avere vicino altra sofferenza che non porterebbe così le altre persone ad essere validi aiuti?
Forse potrebbe essere questo un perché del male e del bene. Il bene c’è per far sì che il male non sia sempre di più, così che il male ha ragion d’essere per far capire al bene di non inorgoglirsi ma di essere un bene misericordioso, che guarda con compassione verso il bene dell’altro.
Così anche nella nostra vita, ci sono momenti (pochi però Dio, non si può far niente?…) che le cose girano bene e sembriamo padroni del mondo e soprattutto della nostra vita; altri (troppi, sè capì?) in cui tutto sembra perduto.
Forse la chiave della misericordia andrebbe applicata anche in noi, per equilibrio… per equilibrio.
12 feb
11 feb
…, secondo il counter del mio blog, siamo arrivati alla tanto inaspettata e agognata quota 3000 visite!
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Una piccola grande soddisfazione che volevo condividere con voi offrendovi questa magnifica torta… virtuale s’intende che sennò 3000 fettine caro mi sarebbero costate!
So bene che ultimamente il blog pecca di melanconismo da taglio vene
ma tant’è la situazione in cui questo 2007 ha voluto farmici trovare che poco posso se solo così riesco a sfogarmi un po’.
Arriveranno momenti migliori, perdonatemi però nel frattempo!
Mangiato la torta? Lo spumante lo avete portato da casa? No? Azz… vabbè, intanto mettetevi seduti per il predicozzo finale e poi vedremo!
Parlerò infatti dei commenti. Non alla Berlusconi sulle tette ora di quella ora dell’altra, bensì riguardo i commenti che non mi lasciate mai
.
Please, commentate, daje!
Un salutone, nell’attesa della venuta di un nuovo post!
2 feb
Quando sarò capace d’amare
probabilmente non avrò bisogno
di assassinare in segreto mio padre
né di far l’amore con mia madre in sogno.
Quando sarò capace d’amare
con la mia donna non avrò nemmeno
la prepotenza e la fragilità
di un uomo bambino.
Quando sarò capace d’amare
vorrò una donna che ci sia davvero
che non affolli la mia esistenza
ma non mi stia lontana neanche col pensiero.
Vorrò una donna che se io accarezzo
una poltrona, un libro o una rosa
lei avrebbe voglia di essere solo
quella cosa.
Quando sarò capace d’amare
vorrò una donna che non cambi mai
ma dalle grandi alle piccole cose
tutto avrà un senso perché esiste lei.
Potrò guardare dentro al suo cuore
e avvicinarmi al suo mistero
non come quando io ragiono
ma come quando respiro.
Quando sarò capace d’amare
farò l’amore come mi viene
senza la smania di dimostrare
senza chiedere mai se siamo stati bene.
E nel silenzio delle notti
con gli occhi stanchi e l’animo gioioso
percepire che anche il sonno è vita
e non riposo.
Quando sarò capace d’amare
mi piacerebbe un amore
che non avesse alcun appuntamento
col dovere
un amore senza sensi di colpa
senza alcun rimorso
egoista e naturale come un fiume
che fa il suo corso.
Senza cattive o buone azioni
senza altre strane deviazioni
che se anche il fiume le potesse avere
andrebbe sempre al mare.
Così vorrei amare.
Giorgio Gaber
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